Fra polemiche politiche e propaganda la monnezza romana va marcendo

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Fuoco di fila Pd contro il blog di Beppe Grillo che ha smentito l’esistenza di una emergenza rifiuti a Roma, puntando il dito contro gli stessi dem e le risultanze dell’inchiesta su Mafia Capitale per la responsabilità della loro gestione, curiosamente tralasciando di denuciare il periodo di Alemanno/Panzironi. Ma tant’è, siamo in campagna elettorale e lo scontro è fra i due probabili maggiori partiti.

Apre il fuoco di sbarramento il senatore Pd Stefano Esposito per qualche mese assessore alla viabilità con la Giunta Marino. «Beppe Grillo – contrattacca il senatore su Twitter- é un anno che annaspate con Virginia and friends. Basta scuse, Roma affoga nei rifiuti perché siete incapaci. #RaggipulisciRoma.» A seguire l’on Andrea Romano: «Grillo parla di folle aizzate? Il mondo alla rovescia, prima hanno linciato Soru e ora che è stato assolto neanche le scuse di Di Maio. I 5 Stelle abbiano quindi il coraggio di ammettere la loro incapacità, altro che scuse. Roma affonda nella “monnezza” perché i 5 Stelle sono incapaci. Immondizia, ratti e cinghiali per l’inverno, con l’arrivo dell’estate che ci dobbiamo aspettare per la Capitale?»

Ma la propaganda è propaganda e Matteo Renzi ha lanciato, confermandola anche oggi, la mobilitazione per domenica prossima dei volontari dalle magliette gialle per ripulire Roma.  Che c’è d’augurarsi (si fa per dire) che non raccolgano troppa immondizia se è vero  che la crisi dipende dall’ intasamento  degli impianti di trattamento a valle e dalla momentanea sospensione dell’attività del termovalorizzatore di Colleferro.

Da parte dei Cinque Stelle, rigorosamente su Facebook, azzarda una difesa, il presidente della commissione capitolina Ambiente del M5S Daniele Diaco che attacca Zingaretti . «La Regione Lazio e Roma (fino al nostro arrivo) non si sono mai dotate di un piano per raggiungere elevati livelli di raccolta differenziata. Ci ha pensato questa amministrazione che in sei mesi ha presentato il piano rivoluzionario di gestione materiali post consumo (rifiuti urbani) per la Capitale 2017-2021.» Pur ammettendo l’esistenza di criticità legate alla situazione degli impianti, dovute a una cattiva gestione ventennale (ovviamente) invita  la Regione a «dotarsi di un piano di gestione rifiuti degno di chiamarsi tale», mentre  Renzi «non dovrebbe scherzare sulla situazione disastrosa lasciata dai suoi compagni di partito.»

Il miracoloso piano evocato da Diaco prevede una riduzione  annua di 200mila tonnellate di monnezza, estendendo  la raccolta differenziata domiciliare  al 70%. Inoltre  promette impianti, non meglio precisati,  di riciclo eco-efficiente per massimizzare il recupero di materia con il compostaggio e “Fabbriche di Materiali” per il  pieno recupero di materia escludendo l’incenerimento. Bene sette più, solo che il piano per ammissione della stessa assessora all’ambiente, dovrebbe attuarsi entro il 2021  e  nel frattempo che si fa? L’assessore regionale all’ambiente Buschini preannuncia l’incontro in settimana con il Comune, e ieri spiegava  che il Lazio ha 378 comuni molti dei quali impegnati ad accettare, trattare e smaltire i rifiuti di Roma Capitale, ma il problema rimane ‘solo’ quello di Roma  dove si va verificando una vera e propria emergenza.

Nel fumo della polemica e della propaganda politica si stenta ad  individuare quali saranno le soluzioni concrete per superare la  situazione nei mesi estivi. Tanto che l’associazione dei consumatori Codacons nel preannunciare una denuncia   alla Procura della Repubblica per epidemia colposa e lesioni gravi, spiega che «la spazzatura che non viene raccolta rimane giorni a marcire sotto il sole, attirando topi e insetti vettori di numerose infezioni, e potrebbe generare addirittura epidemie tra i residenti.»   Quindi il  Codacons chiede l’intervento del Governo l’invio dei militari per rimuovere la spazzatura in quelle strade della capitale dove la situazione appare più critica e più elevati sono i rischi sanitari per i residenti. Un invito che evoca la situazione  tristemente famosa di Napoli  gli anni 2007/9, fra roghi e tumulti popolari,  che si risolse almeno in parte, con l’attivazione del bruciatore di Acerra.

Da segnalare che nel febbraio del 2009  un Beppe  Grillo, agli esordi della sua carriera politica,  arringando il popolo di Chiaiano urlò «ma lo sapete che non interessate più a nessuno? Per il governo, i rifiuti ormai sono uno spot. E voi dovete morire piano piano, in silenzio. Se fate rumore, rompete i coglioni. Ma noi no. Noi col cavolo che subiamo in silenzio. Noi ci inventeremo un altro casino più grande. Voi siete la riserva indiana di una Campania ormai scomparsa, ridotta a non-regione.»
Amen.

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