Atac, Piccolo (PD): ”Rota rivela difficoltà note, in un anno M5S ha bloccato risanamento”

La consigliera fa il punto dopo un articolo uscito oggi, e dice "non è stato presentato ancora il nuovo piano industriale"

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Bus Atac

“Oggi, su un noto quotidiano della capitale, il direttore generale dell’Atac Rota esce dal torpore che ha caratterizzato il nuovo management scelto dalla sindaca Raggi e lancia l’allarme sui conti dell’azienda capitolina di trasporto. Dopo vari cambi di direzioni dalle dimissione dell’ex A.D. Rettighieri ecco la scoperta dell’acqua calda! Dopo un anno di amministrazione Raggi e di assoluto immobilismo, non è stato presentato ancora il nuovo piano industriale, il dott. Bruno Rota scopre quello che tutti sanno. Solo che non dice o forse non sa che il M5S ha bloccato l’azione difficile e complessa di risanamento avviata dalla precedente giunta di centrosinistra. Tutti ricordano le pesanti ingerenze dell’assessore Meleo nei confronti di Rettighieri per costringere quest’ultimo a gettare la spugna”. Così si esprime in una nota la consigliera del PD capitolino Ilaria Piccolo.

Nella stessa nota si legge ancor: “E’ utile però ricordare, che il piano industriale e di efficientamento di Atac che era stato predisposto prima delle dimissioni dall’ex direttore generale dell’ATAC Marco Rettighieri, aveva iniziato, nel primo semestre  2016,  a dare i primi risultati con il  recupero di quasi 12 milioni su base annua e l’ipotesi di varie assunzioni nei settori operativi della società. Quindi riacquistare una credibilità finanziaria e un margine di operatività non era una missione impossibile. Pur nelle difficoltà oggettive l’azienda si era rimessa in marcia. L’azione di rilancio era stata avviata e il rischio fallimento allontanato”.

“Dai 60 milioni di perdite del 2015, l’obiettivo era il pareggio di bilancio nel 2017, confermato anche dall’assessore Colomban – dice ancora la consigliera Piccolo -, per chiudere il 2018 con un esercizio in utile. Alla base di quel piano industriale c’era l’incremento della produzione per raggiungere i 100 milioni di chilometri l’anno da contratto di servizio. Nel corso del 2015 erano stati riorganizzati sia i turni della superficie che del metroferroviario, è stato introdotto il badge anche per i macchinisti della metro, dimezzato il ricorso agli straordinari, internalizzate numerose attività (a partire dalla manutenzione), l’assenteismo era calato dal 13% all’11%. Le indennità prima concesse a pioggia erano state erogate al raggiungimento degli obiettivi”.

E infine l’esponente del Pd conclude: “In un anno di amministrazione cinquestelle in Atac, il processo di risanamento per rendere più competitiva la società capitolina nel 2019 è stato bloccato, i cambi di management e gli attriti tra presidente e D.G. hanno acuito la crisi, il bilancio consuntivo non è stato ancora approvato e cosa più grave anziché il pareggio di bilancio quest’anno si rischia l’aggravio di ulteriori perdite.”

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