Campidoglio, in aula la spending review a Cinque Stelle: ecco i conti

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Dai quasi 7 milioni di euro dell’amministrazione Alemanno agli oltre 4 milioni di euro dell’amministrazione Marino, ai 1.101.629,81 euro spesi in questo primo anno di amministrazione Raggi. È una forte spending review quella che emerge dal bilancio delle spese dell’Assemblea capitolina nei primi 12 mesi di consiliatura, sotto la guida del presidente Marcello De Vito che ha illustrato oggi pomeriggio in una conferenza stampa in Campidoglio tutti i dati raccolti, insieme agli assessori a Bilancio e Sport, Andrea Mazzillo e Daniele Frongia.
In percentuale, la presidenza De Vito ha sostenuto l’84,05% di spese in meno rispetto al totale sostenuto durante il primo anno del sindaco Alemanno e il 72,94% in meno rispetto a Marino, spendendo il 15,95% del totale primo e il 27,06% del secondo.
“Questo e’ il primo segnale di discontinuita’ che abbiamo voluto dare, tagliando sprechi e costi inutili settore per settore, per riportare il bilancio in equilibrio. Oggi raccogliamo i risultati, sappiamo che ci sono tante aspettative su questa amministrazione ma i risultati si vedono con il tempo”, ha detto De Vito. Le cifre che illustriamo, ha sottolineato il presidente, “non sono di previsione ma di consuntivo, sono soldi spesi e parte dei risparmi e’ andata per l’assunzione dei vincitori del ‘concorsone’. Centralizzando e razionalizzando gli acquisti siamo riusciti a tagliare i costi di materiali, manutenzione e servizi: abbiamo eliminato 13 auto blu, 8 per i capigruppo e 5 per i consiglieri, abbiamo ridotto il numero delle commissioni, tagliandone sette che oggettivamente erano di dubbia utilita’. Dietro a ciascuna commissione c’e’ l’impegno di 5 persone dello staff, questo significa 35 dipendenti impegnati nelle sette commissioni che abbiamo eliminato. Considerando che il costo di ciascun dipendente e’ di circa 30mila euro l’anno, e’ calcolabile un risparmio indiretto di oltre un milione di euro all’anno”.
In merito alle sedi consiliari, “lo stabile di via del Tritone, che ospita gli uffici dell’assemblea capitolina, costa 1,8 milioni annui. È un contratto che la nostra amministrazione ha ereditato, un contratto attivato a maggio 2015 e blindato fino al 2019 e dal quale Roma Capitale puo’ recedere solo a partire da maggio 2018”. Insomma, ha concluso De Vito, “annuncio con soddisfazione che dopo un anno di amministrazione questo e’ l’esempio di come si possono usare bene i soldi dei cittadini, per dare servizi”.
Nella scorsa consiliatura, ha ricordato Frongia, “abbiamo a lungo studiato i conti del Comune e i suoi sprechi. Una lezione molto importante che abbiamo applicato in questo primo anno di amministrazione, e possiamo affermare che da una parte Roma taglia gli sprechi, e che dall’altra in Comune e’ cambiata la musica. Abbiamo ridotto molti sprechi, fatto importanti economie, rimesso ordine nelle aziende, tagliato i costi della politica per la Giunta. C’e’ stato, inoltre, un un egregio lavoro dell’Assemblea di aggressione e riduzione delle sue spese per cui va un plauso ai nostri consiglieri e al presidente dell’Assemblea, Marcello De Vito”.
Oggi, ha commentato Mazzillo, “e’ un momento importante di trasparenza e rendicontazione, perche’ il primo punto che dobbiamo fare e’ raccontare quello che si e’ fatto. Abbiamo trovato molto, molto piu’ di quello che potevamo immaginare, a partire dai conti. Su questi numeri ci abbiamo lavorato per anni fin da quando eravamo all’opposizione per cercare di trovare tutte le economie possibili da realizzare. Stiamo facendo un lavoro incredibile”. Secondo il titolare dei conti del Campidoglio, “per gli altri assessori al Bilancio, l’Assemblea capitolina ha sempre rappresentato un problema, invece la conduzione di De Vito e’ stata eccezionale: nessuna seduta fiume fino alle 5-6 del mattino, con noi non e’ successo. Abbiamo fatto le ore piccole e pagato gli straordinari solo per riuscire a saldare i debiti fuori bilancio di Marino e Alemanno”. Ora, ha concluso Mazzillo, “noi sappiamo che l’Assemblea conta e la sindaca e la Giunta le riservano lo spazio necessario, le commissioni sono costantemente presidiate da assessori e staff e c’e’ un continuo dialogo. I costi della politica devono servire a questo, mettere i condizione tutti i nostri delegati di lavorare e portare la loro voce”.
Evidente, nei numeri forniti dal Campidoglio, il risparmio ottenuto su ogni singola voce. Con l’amministrazione Marino tre anni fa le spese postali superavano i 3.500 euro e quelle per ‘editoria e rilegatura’ i 18mila euro. Nel 2008 con Alemanno il Comune spendeva 23.641,20 euro per la posta e quasi 50mila euro per I’editoria. L’amministrazione M5S su questo non ha speso nulla.
Le spese di cancelleria sono state pari a 120.260,34 euro nel primo anno di amministrazione Alemanno, 19.761,98 in quello di Marino: quest’anno ammontano a 3.614,40 euro. Stesso discorso vale per i materiali diversi usati per gli uffici. In sintesi, dunque, rispetto a nove anni fa il M5S spende circa 117.000 euro in meno per la cancelleria e 57.000 euro in meno per gli altri materiali.
Il totale delle spese di tutti i gruppi capitolini – non solo la maggioranza – per l’acquisto di beni e consumi e per le prestazioni di servizi arriva a oltre 220.000 euro con Alemanno e a oltre 230.000 euro con Marino a fronte dei 90.000 euro spesi dall’1 luglio 2016 al 30 giugno 2017.
?II dato sulle spese per le iniziative degli organi istituzionali del primo anno di amministrazione Alemanno raggiunge quasi i 2,8 milioni di euro; con Marino se ne spendono 300mila euro che diventano 520mila nel secondo anno.
L’amministrazione M5S anche in questo caso non ha speso nulla.
Zero anche per le iniziative delle Commissioni elette e Roma Capitale per le quali, invece, Alemanno spese 141mila euro.
L’amministrazione Marino spese 9mila euro per la Commissione elette ma investi’ 160.208 euro per ‘servizi informativi sull’attivita dell’Ente’, una voce che nel primo anno di amministrazione Alemanno non compare.
Per quanto riguarda le spese del personale per lavoro straordinario, le due amministrazioni hanno utilizzato il fondo ordinario per un importo rispettivamente pari a 1.080.177,15 euro e 866.978,93 euro, usando poi anche il fondo straordinario Roma Capitale per 84.911,75 euro con Alemanno e 448.771,85 euro con Marino. L’ufficio dell’Assemblea capitolina, durante il primo anno di consiliatura M5S, non tocca il fondo straordinario e spende per gli straordinari 623.730,77 euro. Le spese per contratti di consulenza, per le prestazioni lavorative esterne e per la realizzazione di progetti di varia natura sono passate da 43mila euro durante il primo anno di mandato di Alemanno a 426.963 euro con Marino, all’azzeramento sotto la presidenza di Marcello De Vito.
Infine, si e’ drasticamente ridotto il numero di personale in posizione di comando da altra amministrazione: 716.746,00 euro nel primo anno Alemanno, 1.142.469,00 euro (pari a 33 persone in comando) durante il primo anno Marino e 242.929,00 euro con la disposizione dell’Ufficio di Presidenza di De Vito che in questo primo anno ha ridotto ad 1 comando per gruppo consiliare e per ogni membro che compone l’Ufficio di Presidenza, fissando il limite massimo dei comandi a 13.

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