La battaglia per Zetema e le mancate nomine per le altre municipalizzate

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Siamo alla fine di luglio e di nomine alle municipalizzate ancora non se ne parla. Sarà perché fra i sindaci del lago di Bracciano, fra il governatore Zingaretti e la rete idrica colabrodo di Acea rischiamo di fare le docce con l’acqua minerale di Nepi o la Ferrarelle. Sarà perché Rota sbarcato da Milano si è accorto che i libri di Atac vanno portati in tribunale e che la società in qualche modo va commissariata (mentre nel Pd ancora si dilaniano nella difesa della fallimentare natura municipale dell’azienda), sarà perché la nuova ondata di caldo dà alla testa, fatto sta che Bartoli scaduto scalpita per andarsene da Risorse per Roma  e non vuole venir prorogato, Rota va sostituito de corsa mentre Manuel Fantasia continua a ballare il flamenco tutto da solo in Atac e le altre nomine rimangono in sospeso. 

Nel frattempo il rampante imprenditore veneto Colomban, che di municipalizzate si è occupato per un po’,   è pronto per tornarsene nella frescura dei colli veneti avendo esaurito il suo compito, dice lui.

Eppure, nonostante il disastro dei papi stranieri a Roma in assessorati e municipalizzate, sotto le ceneri cova perennemente lo scontro fra la Sindaca Raggi e Marcello de Vito, presidente d’aula e braccio armato della onorevole Lombardi, per la spartizione delle poltrone. Perché Roma brucia ma le poltrone rimangono come fossero d’amianto.

Virginia, vuole l’ultima parola e ha pure ragione perché mica e stata eletta per  pettinare le bambole. Ma le bambole non le pettina nemmeno la holding Grillo/Casaleggio che sta inzeppando Roma di gente dal Nord con esiti sotto gli occhi di tutti.

Zetema con i suoi 1.000 dipendenti e il controllo di molti eventi culturali, siti archeologici e d’arte è un bel bocconcino plasmato da Ruberti che ci ha campato 20 anni fra un sindaco e l’altro ed emigrato oggi da Zingaretti a Lazio Innova. Quindi si apre il bando per il nuovo vertice (perché i bandi vanno fatti altrimenti interviene Cantone), ma i nomi già circolano.

In ombra per ora quello inizialmente trapelato del presidente di Eur spa Roberto Diacetti alle prese con il gran premio dei bolidi elettrici del prossimo anno, ma di nomi ne spuntano altri già riportati, se non andiamo errati,  da qualche informatissimo giornale romano. Che i rapporti fra grillini e la stampa romana non sono buoni, ma quando si tratta di soffiate…..semo tutti compari. 

E qui cominciano le sorprese  perché alla presidenza di Zetema si parla del prof Leozappa appena nominato dal Vaticano alla presidenza dell’Istituto Dermatologico Italiano (IDI) dopo la devastante esperienza esperienza di don Decaminada che è costata un lungo periodo di crisi. Professionista di spicco della sanità non vorremmo che chi  sponsorizza Leozappa abbia confuso Zetema con eczema. 

Ma ancora più stupefacenti i nomi che circolano per la poltrona di amministratore delegato quali Claudio Sorgiacomo da Monza manager di comprovata esperienza nel settore medicale la cui eventuale scelta  non è sicuramente farina del sacco di Virginia o Marcello De Vito. 

Oltre al Sorgiamo, un candidato de Roma ce vole pure, ecco spuntare il nome di Carlo Paris, già amministratore delegato di Investimenti spa, la società alla quale fa capo la Fiera di Roma. Nominato da Ignazio Marino fu da lui successivamente dimissionato con una decisione che gli valse un mare di critiche non solo della opposizione ,ma anche dell’Unione Industriali. Causa del contendere una questione di pannelli solari e molto complicata sulla quale non vi tedieremo oltre, ma da quel momento Paris scompare dai radar. Anche se  probabilmente il fatto di essere entrato in rotta di collisione con Marino per Virginia è già motivo di merito. Tanto, si sa, i sindaci prima di lei erano incapaci o scemi per non dire altro. 

Tuttavia non è detto che la partita nomine venga rinviata a settembre perché i grillini quando si tratta di poltrone  sono davvero un po confusi, ma instancabili. La rivoluzione 5stelle non prevede ferie tranne quelle di Grillo nella sua casetta in Costa Smeralda.

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