Alemanno, rinviato a novembre il processo per corruzione

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Slitta ancora il processo per Gianni Alemanno che fu stralciato nel dicembre 2015 da quello principale su l Mondo di Mezzo che ha già portato il 20 luglio scorso 41 condanne, fra le quali quelle di Buzzi e Carminati, pur non riconoscendo l’imputazione di associazione mafiosa (art.416 bis) . 

Il processo all’ex sindaco di Roma riparte quindi da zero a causa  della nuova composizione della seconda sezione penale che nell’udienza svolta oggi (Alemanno era presente in aula) ha rinviato il processo al prossimo 17 novembre per permettere alla Procura di mettere a disposizione il supporto informatico con le intercettazioni trascritte nel processo principale andato a sentenza. Nel procedimento, iniziato ufficialmente il 23 marzo del 2016, si sono costituite parti civili il Comune di Roma, Cittadinanzattiva, Ama spa, Confconsumatori e Assocum. 

 Alemanno è sotto processo per corruzione e finanziamento illecito perché avrebbe ricevuto 125 mila euro per compiere atti contrari ai doveri del suo ufficio. I soldi, in base all’impianto accusatorio, sarebbero giunti da Salvatore Buzzi in accordo con Massimo Carminati e sarebbero stati versati alla fondazione Nuova Italia, presieduta dallo stesso Alemanno.

Va anche ricordato che nel febbraio di quest’anno la Procura   aveva archiviato  l’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso  nei suoi confronti, nell’ambito dell’inchiesta sul Mondo di Mezzo meglio conosciuta come  Mafia capitale.

 Secondo i pm Luca Tescaroli, Paolo Ielo e Giuseppe Cascini, Gianni Alemanno avrebbe ricevuto tra il 2012 e il 2014, 125mila euro per “atti contrari ai doveri del suo ufficio “. La ricostruzione della Guardia di finanza racconta che quei soldi erano passati attraverso la fondazione di cui l’ex sindaco era presidente, la “Nuova Italia”. A versarli fu, in due diverse tranche l’ex AD di AMA Franco Panzironi, già condannato a 10 anni per il Mondo di Mezzo e scarcerato dopo due anni di detenzione. La prima era di 75mila euro consegnati alle casse della della Fondazione con la causale “finanziamento per cene elettorali”; la seconda di 40mila come donazione . 

 Franco Panzironi, era l legato a Gianni Alemanno, sin da quando questi era ministro alle politiche agricole, in qualità di dirigente  dell’ente nazionale per la protezione delle razze equine(Unire). Segretario della Fondazione Nuova Italia, il think tank dell’ex sindaco di Roma, Panzironi fu coinvolto nello scandalo della Parentopoli romana scoppiato nel 2010 con  centinaia di amici e figli di amici assunti nelle municipalizzate romane a chiamata di Ama e Atac.

Nel corso della sua deposizione nell’aula bunker di Rebibbia del febbraio scorso Panzironi spiegò che  quando era presidente della Fondazione Nuova Italia nel 2012 fu informato che le coop di Buzzi volevano versare contributi elettorali anche per  Alemanno. In tutto, secondo Panzironi, i contributi sarebbero stati 400 mila euro, di cui la metà versata in contanti in diverse tranche, «dentro una cartellina rossa, in cui c’era una busta con i soldi». A fargli conoscere Buzzi, secondo la sua testimonianza, sarebbe stato proprio l’ex sindaco nell’estate del 2010. «Mi presentò lui Buzzi, mi disse che si lamentava perché non aveva lavori in Ama. Ma io gli risposi che non era vero.»  

Secca l’immediata smentita dell’ex sindaco «è la terza volta, tra interrogatori e dichiarazioni spontanee in tribunale, che Panzironi ripete le stesse falsità, prive di ogni riscontro nelle carte processuali . L’unica novità – aggiunse Alemanno – è che ogni volta che Franco Panzironi prende la parola fa confusione fra diverse cifre accumulando imprecisioni su imprecisioni. Si tratta, lo ripeto ancora una volta, di dichiarazioni contraddittorie e prive di ogni riscontro, che vengono rilasciate da una persona che è in stato di detenzione preventiva ormai da 14 mesi.»

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