Colleferro, responsabili degli inceneritori a processo

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Domani alle ore 9 si apre presso il Tribunale di Velletri la fase dibattimentale del processo sui fatti illeciti presso gli inceneritori di Colleferro evidenziati dalle attività del Nucleo Operativo Ecologico con il sequestro degli impianti nel marzo 2009.La fase preliminare ha concluso il suo iter il 10 gennaio scorso con il rinvio a giudizio dei 26 indagati.

I capi di imputazione scaturiti dalle indagini sono da ricondurre in gran parte a crimini di carattere ambientale di vario genere: dallo smaltimento illecito dei rifiuti, alla falsificazione di certificati di conferimento, alla modifica dei valori limite riguardanti le emissioni in atmosfera, alle intimidazioni ai dipendenti perché non collaborassero con il NOE, all’omissione dei poteri di controllo.

«Resta ancora sorprendente la presenza nella conduzione degli impianti, ora gestiti in gran parte da Lazio Ambiente SpA la società regionale subentrata all’ex Consorzio Gaia, degli stessi personaggi che dai rilevamenti del NOE hanno permesso gli illeciti – si legge in una nota stampa della Retuvasa. E’ vero che fino all’ultimo grado di giudizio nessuno è da considerarsi colpevole, ma per semplice principio di precauzione si sarebbero almeno dovuti sospendere dalla carica o spostare ad altre mansioni di minor responsabilità.

Il pensiero va inevitabilmente ai licenziamenti senza troppi scrupoli di alcuni dipendenti, considerati scomodi a suo tempo e a difesa dei quali, da quanto ci risulta, è venuta meno la giusta protezione da parte delle organizzazioni sindacali. Chiediamo con forza che la nuova gestione, a prescindere dalla nostra ben nota contrarietà al sistema di incenerimento dei rifiuti, dia dei segnali forti nei confronti dei cittadini di Colleferro e delle aree limitrofe – continua l’associazione – che venga ripristinato quel senso morale ed etico assente negli anni passati, che provveda a far presente ai soggetti sotto processo che non sono graditi, che le loro parole intercettate nella fase di indagine preliminare sono una ferita ancora aperta e che difficilmente si può rimarginare. Confidiamo inoltre che il Tribunale di Velletri lavori rapidamente per portare a termine il primo grado di giudizio del processo e che non cada nella tentazione della prescrizione, in quanto la nostra comunità si attende di avere delle risposte importanti sull’applicazione di una giustizia a cui sempre più frequentemente ci appelliamo».

 

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