Incendio Fiumicino, sequestrato il Molo D del terminal 3

Adr: «Provvedimento ingiustificato». Le operazioni preliminari all’imbarco si svolgono dai terminal 1 e 2

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Era inevitabile che il sequestro del Terminal 3 del Molo D avrebbe causato forti disagi a Fiumicino, ma la procura di Civitavecchia così ha deciso e così è stato. Da questa mattina le operazioni preliminari all’imbarco si svolgono dai terminal 1 e 2 come è avvenuto il giorno dopo l’incendio scoppiato il 7 maggio. Dalla scorsa notte, rimangono chiusi anche i varchi dei controlli di sicurezza del terminal 3 per accedere alle aree Schengen ed extra Schengen, che vengono effettuati solo dagli altri due terminal oppure dal Terminal  5 per i voli Intercontinentali.

ASSISTENZA – Visti i disagi per i passeggeri è stata rafforzata la presenza di addetti  che indossano una pettorina gialla di riconoscimento, per garantire assistenza e informazioni ai passeggeri allo scopo di agevolare lo spostamento tra i vari terminal, per le operazioni di check-in, l’accesso ai varchi di sicurezza, l’imbarco e ove necessario, eventualmente, per l’avvio ai bus che conducono al terminal 5. Il sequestro preventivo del molo D del terminal 3 è stato disposto dalla Procura di Civitacecchia per la «persistente inosservanza da parte dei datori di lavoro delle disposizioni previste dalla legge a tutela della salute dei lavoratori, culminata, nonostante apposite prescrizioni e diffide della Asl Rmd, nella riapertura, in data 17 maggio, della zona interdetta del molo D» come ha precisato il procuratore Gianfranco Amendola.

DIOSSINA – Sulla questione diossina Amendola ha precisato che «la sua presenza, così come quella di altri inquinanti, è stata riscontrata da alcune rilevazioni dell’Arpa del Lazio, ma è tuttora oggetto di valutazione sanitaria da parte delle autorità competenti e non rientra nelle motivazioni del decreto di sequestro». Quindi il suo ufficio «provvederà a revocare il decreto di sequestro del molo D se e quando si accerterà il rispetto delle disposizioni di legge e delle prescrizioni dell’autorità a tutela della salute dei lavoratori». Si ricorda che la riapertura del Terminal 3 era stata consentita «non riscontrando alcun rischio per la salute di lavoratori e passeggeri» al termine di una riunione svolta presso la direzione Sistema dell’Enac con tutti gli attori aeroportuali e un rappresentante dell’Asl RmD. Ma secondo indiscrezioni le ultime analisi effettuate l’Agenzia regionale per l’ambiente, (Arpa) avrebbero riscontrato la presenza di diossina di dieci volte superiore ai limiti di legge. Nella tarda serata di ieri Adr con un comunicato riteneva  “ingiustificato” il sequestro disposto dalla Procura aggiungendo che per quanto riguarda la presenza di diossina precisava «che nel provvedimento emesso dal magistrato non si fa alcun cenno alla diossina, che, tra l’altro, è stata sempre rilevata al di sotto dei limiti internazionali».

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