Il principe Lillio Sforza Ruspoli suona la sveglia ad una Cerveteri annichilita

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Nessuna sorpresa per l’eccezionale discesa nell’arena elettorale di Lillio Sforza Ruspoli, principe di Cerveteri. Sono eccezionali i novant’anni, ma non lo è l’aver raccolto il guanto di sfida, lanciato in aula consiliare dal sindaco di Cerveteri al Capo della Casata ceretana. E’ accaduto, infatti, che Pascucci, per insondabili motivi, nel corso di alcuni suoi interventi in Consiglio comunale, dimentico, o ignaro, delle regole imposte da una sorta di ‘galateo istituzionale’ a chi le Istituzioni è stato chiamato a servire e rappresentare, abbia più volte attaccato con grossolana ed inopinata veemenza il principe Ruspoli, figura esterna alle istituzioni ceretane, e nemmeno attivamente impegnato in politica. Attacchi oltretutto rivolti ad una persona assente ed impossibilitata a difendersi. Avvicinandosi il redde rationem delle elezioni, e non certo perché colpito da parole in libertà, il principe di Cerveteri ha deciso di scendere in campo, ignorare il peso degli anni, e dare il proprio contributo perché Cerveteri, la città a cui è profondamente legato, possa risvegliarsi da un sonno istituzionale e politico, che l’ha fatta precipitare nel degrado. Solo per la cronaca, vale la pena ricordare che gli attacchi di Pascucci a Ruspoli hanno sempre dato l’impressione di avere un carattere ‘preventivo’, soprattutto se si pensa a quelli sferrati in concomitanza con trattazione pubblica dei progetti su Campo di Mare della società Ostilia. A pensar male si fa peccato, ma a volte si indovina. Comunque, se finora il giovane sindaco è stato ‘costretto’ dall’assenza fisica del principe Ruspoli ad affidare al vento del Granarone, e ad ascoltatori amici, parole gravi ed insolenti, finalmente eccolo qua don Sforza Ruspoli, il quale chiederà conto non certo di intemperanze giovanili, bensì dei lunghi anni di presidio delle istituzioni cittadine da parte di Pascucci, con risultati veramente deludenti. Eccolo, quindi, in campo con la sua lista “Nessun dorma”, per dare la sveglia ad una Cerveteri annichilita.

‘Nessun dorma’, per quale motivo la sua lista si richiama alla celebre romanza di Puccini?

Nessun dorma ha un duplice significato: il più importante è la bellezza della musica di Puccini che riesce a dare armonia, serenità e coraggio a chi l’ascolta. L’altro significa «Svegliatevi! Sono 25 anni che dormite, infatti Cerveteri è diventata un grande dormitorio!».

Novant’anni di esperienze sono indiscutibilmente una risorsa solida ed importante, ma cosa la spinge a questa sfida con il consenso?

Novant’anni di esperienza mi hanno insegnato che cultura, pulizia, ordine e legalità portano investimenti, lavoro e benessere ai cittadini. Mentre illegalità e sistema clientelare portano immobilismo, abusivismo e povertà. Mi prefiggo semplicemente il compito di rompere il “cerchio magico” e di informare i cittadini su quanto si deve e si può fare, collaborando con le forze dell’ordine e con la magistratura.

 

Con quali realtà sociali, politiche e culturali pensa dovrà misurarsi?

Dovrò misurarmi con tutti coloro (e purtroppo sono molti) che non hanno ancora capito che gli amministratori del Comune, pagati dai contribuenti, sono al servizio dei cittadini. I favori vanno accettati solo se legittimi, ma se i favori sono legittimi, sono dovuti e quindi i cittadini devono sapere che nessun amministratore ha diritto di chiedere il voto in cambio di un favore. E non devono avere paura di avere ritorsioni da parte di chi gestisce il potere. Sono certo che i cerveterani sapranno trovare il coraggio necessario.

 

Sviluppo nella legalità: una filosofia di programma?

Certo! Lo sviluppo deve essere consentito, nel rispetto dell’ambiente e di tutte le leggi in vigore.

 

Parliamo dei suoi compagni di viaggio?

Nella mia lista non ci sarà nessuno che ha partecipato direttamente o indirettamente alle passate amministrazioni.

 

Alberto Sava

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