Roma, sempre più stranieri aprono un’attività per questioni “d’amore”

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A Roma per amore e per amicizia. La scelta di avviare un’attività imprenditoriale nella Capitale è motivata in primo luogo dalla presenza di una “rete familiare e/o affettiva” (35,5% degli intervistati) seguita dalle opportunità di guadagno (24,1%).

LA SCELTA – Quasi un imprenditore straniero su quattro (23,7%) spiega la propria scelta migratoria attraverso l’amore per la città, mentre inferiori risultano le indicazioni relative ai contatti di lavoro (11,9%) o all’opportunità di un alloggio (4,9%).

L’INDAGINE – Lo rivela l’indagine sull’imprenditoria straniera a Roma condotta da Cna ed Eures, i cui dati sono stati presentati questa mattina in conferenza stampa. Per il 93,3% del campione l’Italia è stata la prima e unica meta migratoria (il 5,7% è passato per un altro Paese europeo e l’1% da un Paese non europeo). Soltanto il 17,8% del campione afferma inoltre di essere entrato in Italia senza avere alcun riferimento, mentre il 55,5% ha potuto contare su amici e conoscenti e il 36,5% sui familiari; marginale il ruolo degli altri riferimenti (Consolati, volontariato, ecc.).

L’ATTIVITÀ IMPRENDITORIALE – Attraverso l’attività imprenditoriale si è stabilizzato anche il percorso di integrazione degli stranieri: il 95% degli afferma infatti di essere “molto” o “abbastanza integrato” nella vita economica italiana e ben il 93,5% in quella sociale e culturale (98,8% e 96,4% tra quelli entrati da 20 o piu” anni). “Residuali” appaiono quindi le “zone d”ombra”: soltanto l”11,5% del campione si dichiara infatti “poco/per niente integrato” (27,5% tra i soli asiatici).

I NUMERI – Più in particolare sono le imprenditrici a definirsi più diffusamente integrate (96,2% in ambito economico e 93,1% in quello socio-culturale, rispetto al 93,3% e al 92% degli uomini). Ad aumentare il livello di integrazione interviene anche il fatto che il 72,2% degli imprenditori stranieri intervistati convive a Roma con coniuge e/o figli, il 3,5% convive con altri, mentre il 24,3% vive da solo; analogamente il 42,8% del campione dichiara di non avere più alcun familiare nel Paese di origine.

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