Imu sui terreni agricoli, esentati alcuni Comuni della provincia

Un Consiglio dei ministri straordinario ha riscritto oggi le nuove regole

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Colleferro, ecco il vademecum per il pagamento di Imu e Tasi

Il governo, con un Consiglio dei ministri straordinario, ha risolto il problema dell’Imu agricola montana, fissando nuovi criteri per il pagamento con esenzione totale per 3456 comuni (prima erano 1498) e parziale per 655 comuni. La decisione è maturata dopo che questa mattina il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina si era incontrati nuovamente per affrontare la questione della nuova tassa, contesta da più parti, ed il cui pagamento dallo scorso 12 dicembre era stato fatto slittare al 26 gennaio. In pratica, con questa decisione, tutti i comuni montani non dovranno pagare l’Imu sui terreni agricoli. Per tutti gli altri è stato deciso un ulteriore slittamento dei pagamenti, questa volta l’ultimo, al 10 febbraio.

LA SODDISFAZIONE – “Con soddisfazione apprendiamo che l’Imu per i terreni agricoli, coltivati e non, nei Comuni classificati come totalmente montani non dovrà essere pagata per il 2015 e che questi criteri si applicano anche per l’anno precedente. Per questo voglio ringraziare soprattutto l’Anci, in cui è presente anche l’amministrazione di Monte Compatri, perché in questi mesi si è battuta affinché potesse arrivare questa esenzione per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali”, lo dichiara in una nota il sindaco di Monte Compatri, Marco De Carolis.

L’INTERROGAZIONE –  “La revisione del perimetro dei Comuni montani ai quali applicare l’esenzione dell’Imu per i terreni agricoli è fonte di preoccupazione: chiediamo al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, un intervento tempestivo per fare subito chiarezza su questa materia”. Lo dichiara, in una nota, il deputato del Pd, Renzo Carella, che ha sottoscritto una lettera inviata da 106 parlamentari al premier e al ministro dell’Economia. “Abbiamo deciso di rivolgerci direttamente a Renzi e Padoan perchè non abbiamo ancora ottenuto una risposta alla risoluzione presentata il 18 dicembre scorso”, spiega Carella.
“Riteniamo necessario mettere ordine e fare chiarezza su questa materia e risolvere subito il problema, senza che questo venga messo
in capo a municipalità, imprese e cittadini”, conclude il deputato del Pd.

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