Aeroporto Fiumicino, Montino dice no a investimenti per 12,5 miliardi

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Aeroporto di Fiumicino Attentati Bruxelles

Bloccate le Olimpiadi in vista della soluzione dei ‘veri’ problemi di Roma, come affermato da Virginia Raggi, pare a rischio anche l’investimento di 12,5 miliardi previsti per l’adeguamento dello scalo di Fiumicino e la costruzione della quarta pista. Uniti nella lotta il Comitato Fuoripista e il sindaco di Fiumicino Esterino Montino che, avvicinandosi la fine del suo mandato, intende dare una zampata al progetto miliardario. L’argomentazione, sostenuta da pareri tecnici, è che il raddoppio dell’aeroscalo e la costruzione di un’altra pista non servono. Anzi, sono dannosi all’ambiente e alla Riserva del Litorale il cui organismo rappresentativo non ha ancora preso posizione in materia.

MONTINO CON I COMITATI DEL NO

Ma Montino sposa in toto il progetto del combattivo Comitato e al Fatto Quotidiano dichiara che «è un elaborato serio quello del Comitato, preparato da tecnici esperti che ci hanno lavorato per oltre 2 anni».  Il progetto del Comitato  avrebbe il consenso Nicola Zingaretti, un po meno quella del Ministro alle infrastrutture Delrio e troverebbe conferma nel piano regionale dei trasporti del Lazio che l’assessore Michele Civita sta preparando. Insomma, un progetto alternativo c’è e contrasterebbe  quello approvato nel 2012 con  il contratto di programma valido fino al 2044. Questo  prevedeva l’utilizzo di 1.300 ettari a nord dell’attuale area dello scalo e  l’esproprio dei terreni degli stessi Benetton. Il rischio ambientale maggiore deriverebbe dalla quarta pista che finirebbe per invadere  l’area 1 della Riserva nazionale. Onde evitare la colata di cemento ‘Fuoripista’ scopre l’uovo di Colombo e propone di ottimizzare i tempi di atterraggio e decollo a costo zero e di utilizzare per l’adeguamento dell’aeroscalo i 160 ettari al suo interno e non ancora utilizzati. Ideona geniale se non fosse che i tempi dei voli li decide l’Enav, l’ente preposto ai controlli del traffico. Va anche detto che gli investimenti vengono finanziati con l’aumento di 10 euro del costo dei biglietti ottenuto proprio a fronte del contratto di programma.

IL NO E L’ECONOMIA IN CRISI

Ma per l’area romana bloccare anche questa possibilità di investimento. che peraltro produrrebbe occupazione, potrebbe non essere così semplice. Inoltre  Montino non è la Raggi che tutto sommato ha mandato a monte gli investimenti per le Olimpiadi anche per una pregiudiziale ideologica. Il sindaco di Fiumicino è un politico svezzato e molto pratico, consapevole che termini di mediazione sono sempre possibili. In ogni caso tocca sentire anche l’altra campana, quella di Atlantia, gruppo che controlla Adr. Secondo questo progetto la quarta pista dell’aeroporto di Fiumicino è prevista per il 2021 avrà un impatto sul territorio circostante pari a 200 ettari, circa un quarto rispetto al piano originario del 2009.

L’IMPATTO SUL TERRITORIO

Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Atlantia, nell’ottobre scorso ricordava che l’impatto sul territorio sarà minimo ed i costi contenuti in circa 500 milioni di euro contro gli oltre 20 miliardi che sta investendo Londra dove si prevede l’abbattimento di 780 abitazioni, contro i 5 cascinali a Fiumicino. Inoltre la scelta della localizzazione della pista, secondo le previsioni di Adr, avrà una limitata interferenza con i vincoli paesaggistici e ambientali e con le aree naturali protette, mentre risulterà contenuto l’impatto acustico sulle aree residenziali di Fregene e Focene. Sulle perplessità avanzate, lo stesso ministro Delrio aveva affermato che «per i prossimi 3-4 anni, pensiamo a sviluppare le opere che abbiamo messo in cantiere e che davvero faranno fare il salto di qualità allo scalo. Il problema, invece, dello sviluppo di Fiumicino nord è collocato in una zona temporale molto avanzata: adesso stiamo sviluppando Fiumicino sud». Nel frattempo si sono conclusi i lavori di riqualificazione della pista 3 con la ripavimentazione e un costo di 72 milioni. Quindi il piano investimenti di Adr proseguirà con la riqualificazione entro l’anno prossimo  del terminal T3 e l’estensione entro il 2019 del terminal 1 e del molo A. Poi entro i prossimi 10 anni si vedrà.

Giuliano Longo