Comune di Roma, la cabina di regia il rimpasto si porta via

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Non sappiamo quanto possa interessare ai nostri lettori, ma la ‘cabina di regia’ finalmente c’è e dovrà presentare entro i primi di giugno quel piano triennale di rientro dal mostruoso debito accumulato dalla Capitale negli anni (forse decenni) che Governo e Parlamento esigono dopo aver liberato i fondi che consentiranno di chiudere il bilancio consuntivo del 2013. Chi si attendeva nomi illustri della scienza delle finanze locali o illustri luminari del risanamento amministrativo, rimarrà sicuramente deluso perché la cabina è stretta e ci stanno solo persone che da quando Marino è al Campidoglio hanno lavorato e lavorano con lui.

PIENA DI FEDELISSIMI DEL SINDACO – A partire dai suoi fedelissimi che magari di conti se ne intendono pochino, ma che conoscono bene intenzioni ed orientamenti del sindaco. A partire dall’immancabile assessore alla scuola Alessadra Cattoi, coordinatrice della Giunta, il delegato ai rapporti con la giunta Mattia Stella e la capo della segreteria del sindaco Silvia Decina. Poi il vicesindaco Luigi Nieri che sino all’altro giorno chiedeva a gran voce il rimpasto e il “cambio di passo”. E ancora due assessori di sicura competenza Daniela Morgante al bilancio e ai trasporti Guido Improta che dopo qualche polemica a mezzo stampa sembrano oggi filare d’amore e d’accordo. Immancabile l’altro fedelissimo, il capo di gabinetto Luigi Fucito accompagnato da chi veramente ha in mano la cassa e la gestione della macchina amministrativa sin dai tempi di Alemanno, nelle persone del ragioniere generale Maurizio Salvi e il segretario generale Liborio Iudicello. Un rappresentante (competente) del Consiglio è il presidente della Commissione bilancio Alfredo Ferrari.

MEMBRI “ESTERNI” – Poi ci sono gli “esterni”. Il sottosegretario Giovanni Legnini in odore di assessorato Capitolino sino alla riconferma di Renzi, che si era dato un gran da fare per il decreto “salva Roma” bis poi decaduto; l’on Marco Causi che fu assessore al bilancio con Veltroni e infine il Pd, rappresentato dal suo segretario regionale Fabio Melilli di fresca nomina. Curiosa l’esclusione di quello cittadino Lionello Cosentino che delle cose romane dovrebbe essere più esperto. La cabina si insedierà martedì mattina, prima della seduta straordinaria dell”Assemblea capitolina sul Salva Roma. Sfuma l’ipotesi di un rimpasto di giunta che oggi nemmeno il Pd vuole. Ovviamente la prospettiva delle elezioni europee suggerisce maggiore prudenza anche da parte della stampa che non è ostile al Governo ma non ha risparmiato critiche al sindaco. Il rischio che il voto di Roma capovolga le previsioni dei sondaggi che danno Renzi e il Pd favoriti, non è infatti una ipotesi del tutto peregrina.

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