Cortei, dibattiti e conferenze: il referendum divide le piazze

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Tanti controlli, un po’ di tensione, ma soprattutto tantissima rabbia. È una piazza che avrebbe tanti “no” da dire quella di ieri a Roma e che usa quello sul referendum del 4 dicembre per esprimere tutta la sua insoddisfazione. È certamente una piazza della sinistra più radicale ma è anche una piazza molto giovane, fatta di studenti che vivono in un clima di incertezza, precari e disoccupati che il futuro non sanno nemmeno immaginarselo.

Tanti a piazza Esedra già dall’ora di pranzo per poi sfilare nel centro della città in un percorso in parte inedito, sul muro torto. La partecipazione ieri alla manifestazione organizzata da comitato del “No” è stata dunque massiccia, niente a che vedere con la scarna presenza di sabato per il movimento cinque stelle. Anche per questo ieri, sin dalle prime ore del mattino sono scattati i controlli disposti dal Questore di Roma D’angelo, finalizzati alla preventiva individuazione di gruppi di potenziali disturbatori che potrebbero agire all’interno del corteo per creare situazioni di disordine.
“A bordo di un bus di 50 aderenti all’area antagonista provenienti da Padova – ha informato la Questura – sono stati rinvenuti borsoni con mazze, spranghe e materiale per il travisamento.

Su di loro sono in corso accertamenti. Un’altra persona è stata condotta in ufficio in quanto a bordo di pullman proveniente dalle Marche è stata trovata in possesso di mazza fionda”.
Alla giornata di “C’è chi dice no” hanno partecipato 150 diverse sigle che hanno concluso intorno alle 18 a piazza del Popolo con un concerto a cui hanno preso parte artisti come 99 posse, Michele Riondino, Daniele Sepe e Assalti frontali.  A guidare la protesta, un furgoncino dal quale partono le note di “c’è chi dice no” di Vasco Rossi. Tra i politici che sfilano anche Stefano Fassina di Sinistra Italiana.
“Hanno fatto di tutto per metterci i bastoni tra le ruote”.

Ma al di là delle polemiche lo scontro tra il fronte del no e quello del sì è continuato nell’arena dei mass media, attraverso la televisione, nei salotti degli italiani: per tutto il pomeriggio pezzi da novanta della politica italiana sono intervenuti nei maggiori canali: Tosi e Salvini su Raiuno, Berlusconi su Canale cinque (tutti per il no) mentre gli assi calati dal comitato per il Sì sono stati addirittura l’ex presidente della Camera Luciano Violante e il presidente del consiglio Matteo Renzi.
GP

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