La destra romana sconfitta in cerca di un leader

0
77

La desta romana tramortita dalla botta elettorale è ancora alla ricerca delle sua identità. Ad accrescere la confusione la scelta del Cavaliere di ri-fondare Forza Italia che ha indotto Gianni Alemanno ad uscire da quel Pdl senza reazioni degne di nota. Da sempre diviso fra Forza Italioti (Taiani) e gli ex aennini oggi deve fare anche i conti con i Fratelli D’Italia di Gorgia Meloni e Fabio Rampelli che a Roma contano e non solo da oggi.

Che una ricomposizione unitaria possa avvenire sotto l’egida di Gianni è da escludere, mentre Storace insegue il sogno di ricostruire qualcosa di solido resuscitando il brand di Alleanza Nazionale. All’estrema fatta di circoli, militanti delusi, insoddisfatti non sufficientemente compensati dal sottogoverno alemanniano, di fascisti duri e puri, curve dell’olimpico e compagnia a suo tempo “menante”, si insegue l’esempio del populismo xenofobo ed anti-europeo di Marine Le Pen in salsa nera de noantri.

La nuova creatura di Alemanno Officine per l’Italia non sembra avere un grande futuro, mentre la sua fondazione la Nuova Italia un tempo cassa e laboratorio ideologico requiescit, quanto in pace non sappiamo. Ma Gianni è pur sempre un personaggio, così questa mattina ad Omnibus su La 7 invocava una sorta di terza via preconizzando la prossima fine di questo governo (per colpa del Pd) e indicando la necessità di «una nuova leadership, al di là delle proposte che fanno Berlusconi o Alfano perché il centrodestra non è più un mono-partitico».

Salvo, come suo costume, identificarsi nello schieramento del Cavaliere ritirando fuori la vecchia storia delle primarie per il leader di governo la scelta che gli costò l’infausto gelo del Silvio prima delle amministrative. Fra l’altro segandogli, ancora stamane, l’ipotesi di Marina for president. Dopo la “cacciata” di Fini a questa destra, o a quello che ne resta, manca un vero capo. Peggio va a Roma, sua tradizionale roccaforte, dove a ben vedere sopravvivono ancora ormai sfibrate, le antiche divisioni augelliani, rampelliani, storaciani che privati dello strumento del sottogoverno capitolino, anziché unirsi continuano ad accapigliassi.

Non che manchino gli emergenti quali l’ex vice sindaco e attuale capogruppo del morituro Pdl, Sveva Belviso o lo stesso capo gruppo alla Pisana Luca Gramazio insidiato da Aurigemma. Solo che la destra romana rimane schiacciata fra la ricostituzione di FI e la perdita del potere. Per uscire da questo impasse paralizzante Alemanno tende la mano a Ignazio Marino mentre la Procura indaga sulle sue presunte collusioni con l’ex ad di Eur Spa Riccardo Mancini nella gestione dello scottante business con Finmeccanica.

Ricevi tutte le notizie della sezione Politica direttamente nella tua email

[wpmlsubscribe list=”12″]