Matteo Renzi stravince anche a Roma. E Ignazio Marino gongola

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Matteo Renzi stravince anche a Roma. E Ignazio Marino gongola

Lo tzunami Renzi è arrivato anche a Roma dove i 150.000 cittadini che sono andati a votare alle primarie hanno completamente ribaltato il risultato del voto congressuale degli iscritti. I numeri parlano chiaro: nella città di Roma il sindaco di Firenze conquista il 63,2% e Cuperlo, che si era affermato al congresso, passa al terzo posto con il 17,8% scavalcato al secondo dal milanese Civati al 18,9%. Un dato impressionante se raffrontato con l’esito congressuale di alcune settimane fa quando Cuperlo trionfò con il 54% delle preferenze, quasi 20 punti percentuali in più rispetto al Renzi fermo al 33%.

Le primarie sono sempre una grande prova di democrazia anche se quelle per la nomina del segretario di un partito, anziché del leader della coalizione che governerà, rappresentano il declino della “forma partito” che sommato alla crescita dell’astensionismo e all’affermazione dei grillini fa dell’Italia un Paese unico nel suo genere. Da questo fenomeno sembrava ancora immune la Capitale ma l’esito del voto di ieri, volenti o nolenti, spazza la vecchia e la nuova guardia di dalemian-bersaniani, bettiniani e popolari saltati all’ultimo momento sul carro del vincitore per affinità catto-democristiane. I 150mila elettori delle primarie non rappresentano certo il segno di un recupero di quel 50% dei romani che non sono andati a votare, ma rafforzano certamente il sindaco Ignazio Marino.

Non solo perché non ha mai nascosto il suo sostegno al collega di Firenze, ma anche perché questo risultato corrisponde alla sua concezione di governo dove la capacità di mediazione dei partiti ha un ruolo limitato. Sulla base di queste logiche pare molto difficile che il Pd possa riequilibrare il suo rapporto con il sindaco magari con un rimpasto di giunta sia pur limitato. “Squadra che vince non si cambia” ha detto sabato il sindaco in partenza per New York, ma ha detto anche che entro gennaio l’assessore al bilancio Daniela Morgante presenterà la sua ipotesi di bilancio preventivo per il 2014. Molto nei flussi d’opinione dei romani va cambiando, ma i numeri sono numeri e su quelli si gioca il futuro della Capitale che della politica non può fare a meno.

P.S.: mentre stiamo scrivendo sulla Cristoforo Combo esplodono alcune bombe carta fumogene lanciate da un gruppetto di estremisti di destra che si associa alla protesta dei ‘forconi‘. Il sonno (prolungato e comatoso) della politica genera mostri.

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