Lazio, Davide Barillari il capogruppo M5S che predica bene e razzola male

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«Il capogruppo dei Cinque Stelle non prende 2500 euro come dichiarato in campagna elettorale, ma oltre 4mila euro». E anche per i pentastellati scatta la parola chiave: «Casta!». La denuncia sta viaggiando nelle ultime 24 ore su Twitter, in una vera e propria “guerra” scatenata a colpi di cinguettii tra il capogruppo dei Cinque Stelle in Regione Davide Barillari e i “cinguettatori” @Lorenzoneri6, @enribarbieri, @Callaghan e @XIIIr3d. Al centro del contendere il documento, pubblicato in onore della trasparenza dallo stesso gruppo regionale dei Cinque Stelle, che dovrebbe giustificare le spese e le entrate dei membri della pattuglia “grillina” alla Pisana.

Ecco, secondo quanto è possibile leggere nel foglio elettronico (pubblicato su http://issuu.com/lazio5stelle/docs/barillariluglio2013), oltre allo stipendio base di 2718 euro ci sarebbero rimborsi per 1455 euro che sarebbero prelevati dalla diaria e finirebbero dritti dritti sul conto del capogruppo nel bonifico mensile. Un po’ troppo secondo il popolo di Twitter che ha buona memoria e ricorda sul social network che «in campagna elettorale dicevano 2500 NETTI. Poi sono misteriosamente passati a 2700, più rimborsi». I twittatori accusano il capogruppo Barillari, e lui accetta di rispondere sul web con un «5000 lordi di stipendio. questo abbiamo detto e sottoscritto prima delle elezioni. promessa mantenuta».

Ma proprio mentre il leader Beppe Grillo restituisce al mittente le proposte e chiede di “cacciare la grana” i twittatori tirano nella rete il capogruppo Barillari che ingaggia prima una polemica sui fondi dei partiti a livello nazionale, poi scade in una serie di insulti verso i suoi accusatori in un continuo crescendo: «Se non capisci l’italiano io non posso farci nulla» fino a uno «Scusa ma con i deficienti non parlo. ti spiego una cosa 20 volte e non capisci». I toni sono già degenerati, ma il dibattito non si arresta: entrano nella discussione altri cinguettatori che intervengono in difesa di Barillari, ma poi è@enribarbieri a battere sul punto chiave: «Non accetto mezzucci da chi predica intransigenza. 4000 euro sul conto non sono 2500 (e neanche 2700)».

Piano piano esce fuori che i 200 euro in più sono «Irpef e tassazione», più altri 1300 euro di altri rimborsi. @enribarbieri insiste ricordando che «670 euro di benzina in un solo mese, quando dicevano di rinunciare all’indennità trasporto. Tutto normale» e la polemica continua su cosa vada rimborsato e cosa no. Il capogruppo ricorda che tutti quei numeri sono rimborsi documentati da sempre sul sito dei Cinque stelle e sottolinea di essere sempre stato trasparente. Ricorda di usare i mezzi pubblici tranne quando si fa tardi la sera (provate a tornarci a Roma dalla Pisana dopo che fa buio!), poi Barillari si innervosisce («sai quanti soldi si rubano gli altri ? noi siamo trasparenti e rinunciamo a molto. e’ tutto su internet»). Ma alla fine anche lui molla, spiegando che deve andare a lavorare sul bilancio della Regione Lazio (e che non vuole «più parlare con i Trolls».

Alla fine la polemica scema insieme al sole che tende al tramonto. E mentre nessuno ha ancora spiegato a un cittadino comune quanto davvero dovrebbe costare un consigliere regionale (negli altri partiti si incassano tranquillamente oltre 8mila euro al mese), i Cinque stelle, dal loro canto, come spiegheranno che differenza c’è tra 2500, 4000 e 5000 euro di stipendio ai tanti elettori che uno stipendio, uno solo, anche piccolo di questi tempi se lo sognano (e hanno votato Grillo in cerca di un po’ di giustizia)?

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