Comune di Roma, caos occupazioni: Peciola chiede una svolta a Marino

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Anche gli occupanti di case, i cosiddetti movimenti, hanno fatto Pasqua così per tre giorni di occupazioni e successivi sgomberi non si è sentito parlare, ma da ieri la danza è ripresa. Occupazione in corso a via di Tor Carbone 221 di una ex scuola espugnata dagli sgomberati dal palazzo in via Baldassarre Castiglione, alla Montagnola, la settimana scorsa. Un centinaio di persone che dopo essersi accampati per circa una settimana nel locali del Municipio VII, ieri pomeriggio si sono spostati nell’edificio all’altezza di via Ardeatina. Sempre ieri occupazione, ma questa volta solo simbolica dell’ex Casa delle donne a via del Governo Vecchio a Roma di un palazzo storico fatiscente e in stato di abbandono. Iniziativa meritoria e di poca durata. Ma questa mattina altro balletto con gli sgomberi in via delle Acacie 56 e in via Tuscolana 1113 dove le forze dell’ordine hanno liberato due degli immobili sequestrati il 19 marzo scorso dalla Digos nell’ambito di un’inchiesta sui Movimenti per il diritto all’abitare.

CONTINUE OCCUPAZIONI A ROMA – Una situazione a dir poco critica anche se manca ancora un censimento aggiornato di tutti gli stabili occupati, alcuni da molto tempo. Un problema sociale quello della casa che i ‘movimenti’ mettono nel calderone della generica protesta contro tutto, dalla Tav al precariato, con gli esiti cui abbiamo assistito due sabati fa. Ovviamente c’è chi vuol metterci il cappello su questa situazione di disagio e Sel non si tira indietro. In fondo il suo capogruppo Gianluca Peciola da quei movimenti per la casa viene, e lì è parte del suo elettorato. Così lo vediamo twittare minacciosamente: «Nuovi sgomberi a Roma: o cambia passo il Comune o cambia passo Sel. Stabili pubblici per famiglie in emergenza abitativa e bonus casa subito» che, preso alla lettera, significherebbe che lui ed il vicesindaco Sel luigi Nieri dovrebbero uscire dall’attuale maggioranza che sostiene Ignazio Marino. Il fatto è che nello strillare fra Sel e i Movimenti è in corso il giochino a chi grida di più. Ad esempio tal Paolo Vetta che si definisce attivista dei blocchi precari metropolitani, parla di «una tensione che sta crescendo».

COSA CHIEDONO DI CAMBIARE – Chiede la revisione  dell’articolo 5 del decreto sulla casa e dell’intero decreto Lupi. Ammette che il confronto con le forze dell’ordine non è dei più semplici e perché la polizia «viene scambiata con i rappresentanti del Governo e diventa oggetto della rabbia popolare». Dove per popolo si intendono 5 o 6.000 manifestanti e qualche centinaia di occupanti. D’altra parte, afferma «quando convochiamo delle manifestazioni e parliamo di assedio e sollevazione, non è che poi possiamo simulare delle affermazioni. Per noi l’assedio è reale».

L’INTERVENTO DELL’ASSESSORE OZZIMO “Con le operazioni di questa mattina in via delle Acacie e via Tuscolana il Campidoglio ha mantenuto la parola data lo scorso 19 marzo quando, in seguito allo sgombero dei due stabili occupati, grazie all’intervento del Sindaco ne era stato sospeso temporaneamente il sequestro, per dare il tempo all’amministrazione di individuare una soluzione alternativa per le famiglie che li occupavano. Stiamo garantendo l’assistenza alloggiativa a tutti i nuclei, circa 60, in strutture convenzionate in diverse zone della città. Il trasferimento era stato preventivamente comunicato per rendere meno traumatico il passaggio, anche in considerazione della presenza di circa 50 minori”. E’ quanto dichiara in una nota l’assessore alla Casa di Roma Capitale, Daniele Ozzimo.

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