La sede del Pd all’Eur nella black list di Barca. L’ira di Patrizia Prestipino

La reazione “contrariata”: se mi vogliono eliminare perché sostengo Renzi da 4 anni o perché dico che a Roma non si può andare avanti così lo facciano a viso aperto

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Patrizia Prestipino, già assessore provinciale allo sport con Nicola Zingaretti e già candidata alle primarie a sindaco che videro l’incoronazione la vittoria di Marino non ha preso bene l’inclusione del suo circolo del Pd fra i cattivi indicati dal prof. Barca e che il commissario Orfini potrebbe chiudere.

L’IRA – “Ora basta davvero. Se mi vogliono eliminare perché sostengo Renzi da 4 anni o perché ho una idea sana della politica o perché dico che a Roma non si può andare avanti così lo facciano a viso aperto”. Ha sbottato quando ha letto il nome del suo circolo dell’Eur fra quelli della black list stilata dal prof. Barca. Si dà il caso che Patrizia sia anche membro della Direzione del Partito democratico, compagna dell’ex senatore Rutelliano Riccardo Milana che per un certo periodo fu anche segretario cittadino del partito. Insomma, non è proprio una delle ultime venute in quel partito che peraltro ha condotto sul territorio battaglie memorabili con anni fa contro la discarica di fluff di Falcognana. “Questo è troppo – ha proseguito -. Sono pericolosa io che faccio faticosamente politica tra la gente conciliandola con il già duro lavoro dell’insegnante (a 1500 euro al mese, precisa su Facebook, ndr). Con tutto lo schifo che sta emergendo a Roma. Mi spiace, non glielo consento”. Così invoca in un primo tempo le vie legali ma dopo due ore si ravvede con una parziale correzione. Scompare il “giudiziaria” dopo “battaglia” e le “scuse” richieste sono sostituite da “chiarimenti”. Anche su Twitter spiega che, a motivo della “condanna” del suo circolo, c’è il suo essere una renziana della prima ora: “Basta con gli agguati della minoranza!”. Il cinguettio cita Renzi, ed è corredato da un hashtag significativo: #sbarcalitutti.

METODO SCIENTIFICO – Insomma se Barca include il suo circolo fra i cattivi è colpa dei bresciani che ce l’hanno con lei. Ma è anche evidente che la lista redatta con scrupolosità “scientifica” dai 30 e passa giovani collaboratori di Barca ha il limite, come tutte le analoghe ricerca sociologiche, di non creare un distinguo soprattutto per quei compagni e amici che nei circoli ‘cattivi’ ci stanno in buona fede. Ma non sottilizziamo, perché se si devono tagliare i rami marci di un partito già stremato di suo da mafia capitale e da anni immemorabili lottizzato da correnti e da gruppi di potere, il commissario pur deve cominciare a risanare da qualche parte. Ci resta solo il sospetto che il commissario Matteo Orfini la situazione del partito romano la conoscesse da “tempo e molto bene” essendoci cresciuto e avendoci costruito la sua carriera politica. Barca avrebbe quindi ha sancito “scientificamente” ciò che era noto a “molti e da tempo”.

(foto facebook)

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