Primarie Pd, affluenza dimezzata nella Capitale

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HANNO VOTATO IN 75 MILA alle primarie Pd nella Capitale, con  una affluenza più elevata nei municipi centrali e più scarsa nelle periferie. La maggior parte dei consensi va a Matteo Renzi (69% contro il 23% di Andrea Orlando e 1’8% di Michele Emiliano). Il segretario uscente stravince   a Tor Sapienza, Ostiense, Capannelle, Magliana, Subaugusta, Torpignattara, Trastevere, Montagnola  e addirittura con il 91% dei consensi ad Ardea. Il quadro dei risultati è risultato chiaro solo verso le 22 a causa del prolungamento del voto in alcuni gazebo per smaltire le code.  

Il  Pd regge quindi con quasi 2 milioni di votanti a Livello nazionale nonostante un calo di affluenza rispetto alla primarie del 2013 del 30%. Ma a Roma la partecipazione risulta dimezzata rispetto alle primarie vinte da Renzi in quella occasione. Allora i votanti furono circa 150 mila il doppio di ieri. Un risultato comunque superiore alle primarie del 2016 per la corsa a sindaco di Roma quando i votanti alle  furono circa 50 mila attribuendo la vittoria a Roberto Giachetti. Tuttavia va ricordato che alle primarie che candidarono a sindaco Ignazio Marino nel 2014  gli elettori romani furono  quasi l00mila. Ad una analisi più approfondita  dei dati risulta un voto massiccio nei quartieri centrali dove il Pd ha vinto anche alla ultime comunali e di un consistente caldo della partecipazione nelle periferie dove trionfarono i 5stelle. 

Risultati ancora migliori per Renzi si vanno delineando in provincia e nella regione nonostante l’appoggio del governatore Nicola  Zingaretti a Orlando.  Il partito di Roma e del Lazio rimane quindi saldamente nelle mani di Renzi e Orfini, ma non pare che il successo parziale di queste primarie possa rappresentare una spia, almeno a breve tempo, della ripresa elettorale di un Pd  che ha dovuto capitolare a Roma contro la Raggi e a favore dei grillini perdendo anche alcuni grandi comuni della provincia. 

La competizione di ieri che comunque rappresenta una boccata di ossigeno per la democrazia, rimane in ogni caso tutta interna all’elettorato di sinistra.  La Cartina di tornasole dei veri orientamenti degli elettori saranno le comunali dell’11 giugno in grandi comuni come Guidonia, Frascati, Ladispoli Frosinone, Gaeta ecc. Quanto poi questo voto a livello nazionale possa condizionare le scelte dl leader indiscusso del Pd rimane una partita del tutto aperta. Anche se il calo dell’affluenza e quel 30% dei consensi conquistati da Orlando ed Emiliano, potrebbero indicare il peso di una certa sinistra che potremmo definire ‘insoddisfatta e delusa’. 

Giuliano Longo

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