Regione Lazio, Zingaretti da Renzi: focus su sanità e ammortizzatori

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Regioni e governo a confronto oggi in un incontro a Palazzo Chigi al quale ha partecipato anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Momento centrale in un momento di tagli e riforme, che toccheranno sicuramente anche le regioni. Titolo V e sanità i temi più importanti, ma moltissimi sono stati gli argomenti del confronto avuto col presidente Renzi, il ministro Boschi e il sottosegretario Delrio.

FONDI PER LA CASSA INTEGRAZIONE – Il confronto, ha spiegato il governatore, «è stata anche l’occasione per ricordare quello che già il ministro del Lavoro aveva segnalato, cioè l’incredibile gravità della situazione dei finanziamenti del governo alla cassa integrazione. Si tratta di un problema molto serio, di cui il governo ci è sembrato consapevole. C’è l’impegno da parte di Palazzo Chigi di affrontare questo tema in tempi rapidi, perché in effetti il problema sta prendendo dimensioni che possono diventare preoccupanti dal punto di vista dei rischi sociali».

CALDO ANCHE IL FRONTE SANITARIO – Entro una decina di giorni quindi un provvedimento dovrebbe prendere forma, mentre sull’altro fronte caldo, quello della sanità Zingaretti è stato chiaro: «La Regione Lazio non dovrà riformulare il piano di rientro sanitario in caso di taglio del 10% dell’Irap come annunciato dal Governo Renzi» evitando quindi altri scossoni a un sistema che regge nonostante tagli e blocchi del personale. E proprio sul fronte dei conti della sanità Zingaretti ha messo l’accento su una battaglia in corso per trovare la quadra: «I conti della sanità del Lazio stanno andando, mi permetto di dire, molto bene. Noi abbiamo un problema enorme che dobbiamo affrontare e che è lo scippo avvenuto a dicembre nella ripartizione del fondo sanitario nazionale di circa 200 milioni di euro a causa di un, a nostro giudizio, errato conteggio della popolazione residente del Lazio. Il Comune di Roma ed altri Comuni della Regione hanno già evidenziato che i conti delle anagrafi non corrispondono ai dati del ministero della Salute. Quindi noi abbiamo chiesto al Governo di ritornare su quei numeri».

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