Regione Lazio, Cerroni a giudizio. E si riapre l’emergenza

Il 5 giugno ci sarà il processo. Attesa per il giudizio del Tar sugli impianti

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Giudizio immediato per Manlio Cerroni, patron dell’ex megadiscarica di Malagrotta, l’ex presidente della Regione Lazio Bruno Landi ed altre cinque persone finite agli arresti domiciliari il 9 gennaio scorso, insieme con i primi due, nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei rifiuti nel Lazio. Il processo comincerà il 5 giugno prossimo. L’accusa per tutti è quella di associazione per delinquere finalizzata al traffico dei rifiuti. Il pm contesta, a seconda delle posizioni, anche la violazione di norme contro la pubblica amministrazione e la truffa in pubbliche forniture.

IL GIORNO DELLA VERITÀ – Il giorno della verità sarà il 29 aprile. A fine mese il Tar Lazio si pronuncera” sulla richiesta del Colari (il consorzio che ha nella sua pancia anche la E. Giovi, societa” proprietaria dei due tmb di Malagrotta) di sospendere l”interdittiva stabilita due mesi fa dal prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, che impedisce ai soggetti pubblici di avere ”rapporti di lavoro” con le società cui fanno riferimento i due tmb di Malagrotta e il tritovagliatore di Rocca Cencia, dopo quanto emerso dall”inchiesta della Procura di Roma sul sistema dei rifiuti nel Lazio, che ha visto agli arresti domiciliari anche il presidente (ora non piu”) di Colari, Manlio Cerroni.

ROMA A UN BIVIO – Se i giudici di primo grado accoglieranno l”istanza allora tutto tornera” come prima (almeno fino a quando non ci si esprimera” sul merito), le societa” potranno riprendere a trattare normalmente con Ama e contemporaneamente decadranno anche gli effetti l”ordinanza del sindaco Marino dello scorso 21 febbraio, in forza della quale la municipalizzata sta continuando a portare una parte dei rifiuti della Capitale nei due tmb di Malagrotta e nel tritovagliatore di Rocca Cencia.

IN CASO DI SOSPENSIVA – In caso di sospensiva, tra l”altro, l”Ama dovra” riprendere a pagare E. Giovi e Colari (al momento i pagamenti sono interrotti perche” la norma del codice antimafia cui si rifa” l”interdittiva di Pecoraro prevede anche il divieto di ”erogazioni”), che nel frattempo hanno inviato gia” diffide a pagare, e a saldare i mesi non pagati. Se invece sara” confermata l”interdittiva, allora lo scenario dei rifiuti per Roma potrebbe farsi molto buio, al limite dell”emergenza. Perche”, innazitutto l”ordinanza sindacale durera” fino al 21 maggio e in assenza di un intervento del ministero dell”Ambiente (leggasi nomina di un commissario che si occupi anche di gestire o affidare la gestione di quegli impianti) o della magistratura (ci sono stati colloqui tra Procura e Roma Capitale e si e” in attesa di una risposta) c”e” l”enorme punto interrogativo su come trattare tutti i rifiuti di Roma, visto che verrebbe a mancare il presupposto normativo che attualmente legittima Ama a servirsi di questi impianti privati.

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