Regione Lazio, scambio di embrioni al Pertini: commissione d’inchiesta

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Comune di Roma, Scambio di embrioni al pertini, interviene la regione lazio

«La Direzione Generale, ferma restando la necessità di dare con immediatezza a tutte le coppie trattate nella seduta di cui trattasi ogni possibile supporto ed assistenza, ritiene di rivolgere a tutte le altre coppie che si sono già servite del Centro di procreazione assistita un messaggio di serenità precisando che, qualora fosse confermato quanto segnalato, si tratterebbe di un evento isolato ed accidentale che non deve generare preoccupazioni o dubbi nelle famiglie».

Lo dichiara il direttore generale dell’Asl Roma B Vitaliano De Salazar in merito alla notizia dello scambio di embrioni avvenuto all’ospedale Pertini di Roma, e per cui una donna aspetterebbe due gemelli non suoi.

LA PRECISAZIONE – «In merito al caso apparso in data odierna su alcuni organi di stampa – prosegue De Salazar – la Direzione Generale della Asl Roma B precisa che è pervenuto all’Azienda in data venerdì 27 marzo una comunicazione che segnala una presunta incompatibilità genetica per una fecondazione assistita effettuata in data 4 dicembre 2013 presso il centro interessato. Su tale comunicazione la Asl Roma B si è immediatamente attivata chiedendo la produzione della documentazione medica di supporto e di effettuare un test di conferma definitivo e, ad oggi, si attende di poter procedere». L’errore potrebbe riguardare ben quattro coppie che quel giorno hanno effettuato la fecondazione assistita.

GLI ACCERTAMENTI – «In attesa di effettuare tutti i dovuti accertamenti con il massimo rigore e riservatezza – spiega – sin da lunedì 1 aprile , è stata attivata, d’intesa e in collaborazione costante con la Regione Lazio, una Commissione composta da esperti di livello nazionale ed internazionale di genetica, medicina legale, ginecologia e ostetricia, medicina di laboratorio e diritto, che ha già iniziato i propri lavori e che li concluderà il 14 aprile. Si è comunque proceduto all’immediato blocco prudenziale di nuovi arruolamenti e al rafforzamento delle procedure in essere per la corretta identificazione di ogni singolo passaggio operativo». Ovviamente chiusa anche l’unità di fisiopatologia del Pertini.

INCONTRO IN REGIONE – «Cittadinanzattiva era già intervenuta sollecitando il Lazio a convocare un tavolo con associazioni e operatori. La Regione continua ad avere centri non autorizzati». Lo dicono all’Adnkronos Roberto Crea e Maria Paola Costantini, rispettivamente segretario regionale e referente nazionale per la Pma di Cittadinanzattiva, dopo il caso dello scambio di embrioni all’ospedale Pertini di Roma.

«Il paradosso – evidenziano – è che il Pertini faceva pagare 2000 euro per una Fivet. Ma nel Lazio non c’è alcuna regolamentazione sull’accesso delle coppie alle tecniche di fecondazione assistita nè sulle modalità di erogazione. E quello che è avvenuto dipende anche che dal fatto che molte volte non c’è personale dedicato. Cittadinanzattiva attiverà un monitoraggio a tutela delle coppie e chiede un incontro urgente» con la Regione su questo tema.

 

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