Regione Lazio, al vaglio dei ministri il piano di rientro sanitario

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Tra l’apertura delle prime Case della salute e la necessità di trovare soluzioni alle crisi gestionali che stanno attraversando molte strutture, in particolare quelle della sanita privata convenzionata, la Regione Lazio si trova ora davanti allo scoglio più grosso: l’approvazione dei Programmi operativi 2013-2015. Domani, infatti, è previsto il tavolo interministeriale di verifica del piano di rientro, chiamato a valutare il nuovo documento su cui la struttura commissariale ha lavorato in questi mesi, dopo la bocciatura del 18 dicembre 2013. Quel giorno, infatti, il provvedimento fu consegnato senza la sottoscrizione dei due subcommissari in uscita e i tecnici lo giudicarono “incompleto e generico”.

SITUAZIONE COMPLETAMENTE CAMBIATA – Da allora la situazione è cambiata. C’è un nuovo subcommissario (Renato Botti), sono stati nominati i nuovi direttori generali delle Asl e delle aziende ospedaliere, i pagamenti del settore sanitario vengono ora saldati a 150 giorni (a maggio 2013 ce ne volevano 254), è stato siglato l’accordo economico con il policlinico Gemelli, propedeutico alla sigla del protocollo d’intesa. Il presidente Nicola Zingaretti è stato chiaro: «Siamo nelle condizioni di poter dire che i criteri imposti dal Governo sono rispettati, siamo in regola con i numeri e siamo in grado di porre al tavolo nazionale la proposta che, a parità di costi, possiamo avviare il processo di stabilizzazione dei primi 400 precari della sanità pubblica».

I POSTI LETTO DEL LAZIO – I posti letto per acuti nel Lazio sono 17.882, pari a 3,13 per 1.000 abitanti, di poco superiore allo standard. Un eccesso (poco meno di 900 posti letto) concentrato esclusivamente nelle Asl di Roma, mentre in quelle del Lazio l”offerta è al di sotto dello standard. Il documento consegnato a dicembre non conteneva indicazioni ”fisiche” sui tagli da operare, mentre quello che sarà consegnato adesso entrerà nel merito della riorganizzazione della rete ospedaliera. Tra i provvedimenti decisi dalla Regione la trasformazione del San Filippo Neri da azienda ospedaliera a presidio a gestione diretta dell’Asl RmE. Nella proposta formulata dalla Regione, poi, è prevista la chiusura dell’Eastman e l’accorpamento tra l’Irccs Lazzaro Spallanzani e l’Irccs Ire-Isg. Per i due istituti un’unica direzione generale, sanitaria e amministrativa. Cambia l’assetto del policlinico di Tor Vergata, con il superamento della sperimentazione gestionale e il riconoscimento, di concerto con il ministero della Salute, di Fondazione Irccs. Il Cto di Roma, invece, sarà venduto per un intervento di valorizzazione patrimoniale dell’immobile. La missione della struttura, però, resterà sanitaria, visto che partirà un progetto con l’Inail. Infine, uno dei punti più discussi dal tavolo riguarderà il nuovo ospedale dei Castelli (circa 300 posti letto) su cui la Regione Lazio punta e che andrà a sostituire due strutture ospedaliere: gli ospedali Riuniti di Albano e Genzano e l’ospedale Luigi Spolverini di Ariccia. L’ultima parola, dunque, spetta ora al ministero dell’Economia e a quello della Salute. (DIRE)

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