Regione Lazio, che futuro per 100 dipendenti del Cara di Castelnuovo?

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Paure, dubbi e timori per la riduzione dell’orario di lavoro dei 100 dipendenti del Cara, il centro di accoglienza rifugiati di Castelnuovo di Porto dopo l’ingresso della nuova cooperativa gestrice. Ancora scossoni dopo le proteste, le notizie di stampa e i ricorsi:  la vicenda del centro di accoglienza per rifugiati del Cara di Castelnuovo di Porto resta un rebus anche sul fronte occupazionale e nonostante le decisioni e le sentenze delle scorse settimane la Regione vuole vederci chiaro.

INTERROGAZIONE AL PRESIDENTE – L’ultima puntata nella travagliata storia del centro, prima gestito dalla Croce rossa, poi dalla società Gepsa e quindi riappaltata nel 2013, vede dunque arrivare all’attenzione del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti una interrogazione a firma del consigliere Pd Riccardo Agostini. La vicenda è nota ai lettori di Cinquequotidiano e vedeva la cooperativa Eriches29 reclamare il ruolo di vincitrice, anche se tra ricorsi e blocchi dei tribunali amministrativi non è entrata nel centro ma ha dovuto lasciare spazio alla concorrente Auxilium. Dopo che lo scorso 14 aprile gli onorevoli Carla Ruocco e Mattia Fantinati del movimento 5Stelle hanno presentato una interrogazione a risposta scritta direttamente al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’interno e al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione è ora la volta del consiglio regionale del Lazio.

TUTELARE I LAVORATORI – Qui è il consigliere regionale Agostini a chiedere di conoscere la situazione attuale, anche a tutela dei destini dei 100 dipendenti del centro: 41 sono magazzinieri e addetti alla logistica, 35 tra psicologi, medici e avvocati e altri 24 come mediatori culturali. Dubbi e timori nascono dalla forte riduzione di orario applicata dal nuovo datore di lavoro e dal demansionamento verificatosi nei giorni scorsi. Agostini rileva anche che la Prefettura non avrebbe vigilato sul passaggio di gestione, come invece previsto dalle regole. In questo senso è stato chiesto al presidente della Regione di far sapere quali iniziative intenda prendere per verificare quanto avvenuto a seguito del subentro del nuovo gestore e quale sia stato il ruolo della prefettura di Roma nel passaggio di gestione dall’una all’altra cooperativa.

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