Regione Lazio, Irpef più equa e maggiore trasparenza nel 2015

E sul nodo trasporti locali si apre il confronto sui 240 milioni chiesti da Marino per Atac: Regione pronta a darne solo 180

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Progressività ed equità sull’aliquota Irpef che sarà ridotta per i redditi sotto i 35.000 euro. Nuovi risparmi e maggiore trasparenza nell’amministrazione dando attuazione agli oltre 600 milioni di risparmi previsti per il 2015. Progressività anche per i ticket sanitari in base al reddito e l’istituzione di un tavolo permanente sull’attuazione del patto per lo sviluppo e il lavoro. Sono questi i quattro impegni assunti dalla Regione e contenuti nel memorandum d’intesa chiamato ”Risanamento, equità e sviluppo” siglato questa mattina dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e da Cgil, Cisl e Uil. L’accordo e’ stato firmato da Andrea Cuccello, segretario della Cisl Roma e Lazio, Paolo Bombardieri, segretario della Uil Roma e Lazio, e Claudio Di Berardino, segretario della Cgil Roma e Lazio, oltre che dal governatore, alla presenza del vicepresidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio.

Le novita’ piu’ importanti dell’accordo sono quelle riferite all’Irpef. Vengono introdotti criteri di maggiore progressivita’ ed equita’ nella definizione dell’aliquota. Si amplia la platea delle esenzioni dell’1,6%: confermata l’esenzione per 2 milioni di contribuenti (fino a 28mila euro di reddito) e inclusione dei contribuenti con redditi fino a 35mila euro, vale a dire altri 350mila contribuenti. Ci sara’, dunque, una riduzione del prelievo fiscale per i soggetti con redditi compresi tra 28.000 e 35.000 euro per l’imposta dovuta nel 2014, quantificabile in valori pro capite in 97 euro. Questa misura sara’ recepita con un’apposita legge. Ma anche sul fronte dei ticket l’impegno e’ quello di applicare principi tariffari legati al reddito. In pratica verra’ condivisa una nuova proposta con il ministero della Salute e con quello dell’Economia per adottare criteri di maggiore progressivita’ nelle tariffe dei ticket sanitari per i redditi medio bassi nell”ambito di una rimodulazione complessiva del costo del ticket per le differenti prestazioni.

“L’accordo- ha spiegato Zingaretti- nasce dalla volonta’ di condividere le grandi scelte strategiche e di trasformarle in un programma di impegni precisi. In sette mesi e’ stato svolto un grande lavoro e il costante confronto con le parti sociali e con il mondo produttivo ha consentito di raggiungere risultati molto importanti. Oggi il segnale che diamo e’ quello dell’introduzione di piu’ forti principi di equita’.Mentre prossimamente invieremo una richiesta per la rimodulazione dei ticket sanitari, che non dipendono direttamente da noi, con nuovi criteri basati sul reddito con cui vogliamo ampliare anche l’equita’ sul ticket sanitario. Proseguiremo poi l’azione di risanamento rafforzando la razionalizzazione amministrativa e il taglio agli sprechi, sempre con maggiore trasparenza. Possiamo annunciare, su questo, che siamo pronti, a gennaio, a mettere online il sito open data della Regione. Iniziamo a raccogliere buone notizie, anche in sanita’, dove siamo tornati sotto soglia del 5% ed abbiamo ricominciato a fare forti investimenti, come ad esempio quelli per le Case della salute”. Secondo Cuccello “questa azione condivisa e forte, fatta in un momento non semplice, va molto bene. Tutto questo significa avere maggiori risorse e maggiore equita”, dando qualcosa indietro ai contribuenti”.

“Questo memorandum- ha ribadito Bombardieri- afferma due principi: il primo e’ che possibile un nuovo modello di sviluppo e il secondo e’ che e’ possibile un nuovo modello di relazioni sociali. Il confronto con le parti sociali e’ utile e puo’ dare degli arricchimenti. Per uscire dalla crisi non e’ utile ridurre le tutele ma bisogna scegliere la strade della riduzione delle tasse”. Infine per Di Berardino, “e’ importante l’impegno sui ticket e quello sul risanamento, oltre al patto per lo sviluppo. Tutto cio’ rappresenta il segno che, passo dopo passo, si va nella direzione che il sindacato ha sempre chiesto: un giusto equilibrio tra decisioni e confronto. La concertazione se usata bene e’ un’occasione che non fa perdere tempo ed ha per comune obiettivo quello di far ripartire la nostra regione. È l’affermazione del modello Lazio”.

Intanto sul fronte del bilancio le isitituzioni si stanno già dando battaglia, anche se a distanza e a parole: in particolare il comune di Roma  chiede alla Regione 240 milioni di euro per far sopravvivere Atac, da tempo in gravi condizioni finanziarie. Dal canto suo la Regione Lazio ha fatto sapere che non sarà possibile, nonostante l’attenzione della Pisana alle problematiche, far avere al Campidoglio più di 180 milioni per il trasporto pubblico della capitale. Secondo la Regione il percorso verso i 240 milioni potrà essere soltanto progressivo e nell’arco di almeno il prossimo biennio, ma non tutti subito come vorrebbero dal Campidoglio, che si appresta a varare il suo bilancio di previsione 2015.

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