Regione Lazio, Leodori presenta la legge sulla lingua dei segni

Approvata a maggio, la normativa è la prima in Italia che può contare su risorse economiche

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Si chiama “Disposizioni per la promozione del riconoscimento della lingua dei segni italiana e per la piena accessibilità delle persone sorde alla vita collettiva. Disciplina dello screening uditivo neonatale”. E’ la legge regionale per le persone non  udenti che la Regione Lazio ha approvato, con sostegno bipartisan, all’inizio di maggio e che ora inizia a essere conosciuta sui territori attraverso una serie di presentazioni, come quella tenuta ieri a Fiumicino nell’aula consiliare del Comune.

Al convegno “Legge Regionale Riconoscimento della Lingua dei Segni L.I.S”. erano presenti il presidente del Consiglio della Regione Lazio Daniele Leodori e la deputata Pd Marietta Tidei, la Presidente del Consiglio Comunale di Fiumicino Michela Califano, l’assessore ai Servizi sociali e alla Scuola Paolo Calicchio oltre a consiglieri comunali, associazioni di categoria, insegnanti ed educatori. “La Regione Lazio – ha spiegato Califano – ha approvato all’unanimità la legge. Un grande passo in avanti è stato fatto poiché grazie a questa normativa la nostra Regione, quarta in Italia e prima a prevedere uno stanziamento economico, dà attuazione all’articolo 21 della convenzione Onu del 2006 sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia nel 2009″.

La legge infatti mette a disposizione delle attività contemplate un fondo di 100 mila euro per l’anno 2015, più altri 500 mila euro per il 2016 e il per 2017 (250 mila per annualità). “Ciò vuol dire – ha proseguito Califano – prevedere, tra le varie cose, lo screening uditivo neonatale per la diagnosi precoce delle disabilità uditive in ogni punto nascita regionale, la formazione di équipe di sostegno alle famiglie, oltre ovviamente a sostenere e cercare di diffondere in maniera capillare la lingua italiana dei segni (LIS) nelle scuole e in televisione, oppure realizzare eventi di pubblico interesse con l’uso della Lis o con supporti tecnologici che li rendano fruibili alle persone sorde. Già nel nostro Comune si è iniziato a utilizzare la lingua dei segni in alcune scuole e spero vivamente che questo cammino intrapreso presso i nostri istituti possa proseguire ed essere rafforzato ancora di più in futuro. È vergognoso che l’Italia sia ancora uno dei tre Paesi in Europa, insieme a Malta e Lussemburgo, a non aver legiferato in materia. Ciò dimostra che i veri “sordi” sono stati i politici che non hanno saputo e voluto dare il giusto peso a questa problematica”.

“È importante che un ente di prossimità come il Comune – ha aggiunto l’assessore Calicchio – presti attenzione alle esigenze delle persone sorde. I risultati, come abbiamo potuto sperimentare ad esempio nella scuola di Fregene, dove è stato portato avanti un bellissimo progetto sulla Lis, alla fine si vedono e sono significativi. Inoltre ciò rappresenta un percorso di crescita sociale e culturale per il nostro Comune, nella direzione di un mondo che non permetta più ad alcuno di essere escluso”.

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