LazioAmbiente, la Fp Cgil Roma e Lazio denuncia la gravissima situazione della società partecipata della Regione Lazio

Robilotta: "Si eviti di fare un’altra operazione Gaia con debiti fatti pagare all’intera collettività, invece che ai morosi"

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“Nonostante gli impegni presi formalmente con l’accordo del 5 giugno la Regione Lazio tradisce i lavoratori di LazioAmbiente e non mantiene le promesse. Ad oggi le condizioni dei mezzi causano la paralisi del ciclo dei rifiuti di quasi 20 comuni, tra cui centri importanti come Frascati, Colleferro e Fiuggi, e per i lavoratori non c’è la garanzia del pagamento della 14° e dello stipendio di luglio. Ad aggravare la situazione, già di per sé paradossale per lo schiaffo dato ai lavoratori oltre che gravissima per le pesanti ricadute sui cittadini, la totale latitanza della Giunta regionale”. Così in una nota la Fp Cgil Roma e Lazio denuncia la gravissima situazione della società partecipata della Regione Lazio che si occupa di igiene ambientale.

“L’accordo prevedeva la costituzione di una nuova società – continua la nota -, il rilancio dei servizi, la chiusura del ciclo, il revamping degli impianti, oltre alla garanzia occupazionale e salariale per i lavoratori. Un progetto serio. Dopo il 5 giugno, un silenzio assordante. Ad oggi nessuno si preoccupa di gestire la vicenda, anzi si rilancia di 303 unità  il ricorso agli ammortizzatori sociali e si scaricano gli operatori, annunciando che verrà dato ai comuni l’elenco affinché li assorbano loro”.

“Naturalmente, vista l’esasperazione delle persone e la gravità di questa retromarcia, la nostra reazione sarà durissima e senza esclusione di colpi, a partire da tutti gli strumenti legali in nostro possesso. Riteniamo oltraggioso – conclude la Fp Cgil Roma e Lazio – che, oltre a non tener fede agli accordi sottoscritti, si proceda con tanta superficialità, quando non disinteresse, su questioni così delicate”.

E nel frattempo arriva anche una nota di Donato Robilotta (EpI): “Il Presidente della Regione, Nicola Zingaretti, conferma che la società regionale, LazioAmbiente, che si occupa di rifiuti ed è proprietaria del termovalorizzatore di Colleferro, è in perdita con una situazione finanziaria così pesante tanto da non pagare stipendi e vedersi pignorata mezzi dai fornitori. La consolazione però non può essere quella che “tanto stiamo vendendo le quote” perché senza il revamping del termovalorizzatore, bloccato dopo la protesta, l’impianto rischia di essere rottamato e non aver nessun valore tanto da non trovare acquirenti sul mercato. Si eviti di fare un’altra operazione Gaia con debiti fatti pagare all’intera collettività, invece che ai morosi, perché sarebbe una cosa grave”.

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