Crisi Avio, futuro a rischio per 500 lavoratori

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“Dove vola Avio?”, è la domanda provocatoria delle RSU e dei lavoratori dell’azienda, che ieri si sono riuniti in un dibattito con sindacati territoriali, amministratori locali e politici per cercare di capire quale sarà il futuro di Avio.
A fine Ottobre scadrà l’offerta per la vendita della Società da parte del fondo CINVEN che detiene l’81% delle azioni, il restante 14% è di proprietà di Finmeccanica. CINVEN ha dato mandato a Finmeccanica di valutare le offerte di acquisto e poi decidere se vendere AVIO o invece rilevarne una quota maggioritaria, con una sorta di diritto di prelazione.

In questi giorni sono arrivate moltissime offerte da diverse società Europee ed Americane, tra cui la francese SAFRAN e la società franco-tedesca EADS. «Quello che stupisce – affermano le Rsu –  è il totale silenzio di Finmeccanica. Ci chiediamo come sia possibile il disinteresse di Finmeccanica, e quindi del governo, per un’azienda sì privata, ma che opera in un settore strategico come quello aerospaziale e della difesa, con contratti e commesse per lo più provenienti dallo Stato».

Tanto più che Avio è un’azienda in ottima salute, produce i motori per i lanciatori spaziali VEGA e ARIANE, che garantiscono contratti per i prossimi 10-20 anni e prospettive future a lungo termine.
Facile dunque capire le tante offerte ed il fortissimo interesse di Safran che ha presentato un’offerta decisamente allettante, che però non rassicura del tutto i lavoratori, essendo l’azienda francese diretta concorrente di Avio nel settore aerospaziale.
Le stesse preoccupazioni sono state espresse dagli onorevoli Moffa e Carella che hanno ricordato la triste vicenda Alstom, acquistata dai francesi con mille promesse e poi dismessa in pochi anni. “E’ urgente un confronto con il governo – hanno ribadito i due politici – per capire quali sono le strade che si possono seguire e l’interesse dello Stato italiano per Avio”. Anche dai sindaci intervenuti al dibattito è emersa la volontà di contribuire a chiarire le prospettive future di un’azienda che a Colleferro occupa 500 persone, uno stabilimento di eccellenza di grande importanza per tutto il territorio ed in generale per il tessuto industriale italiano.

Inoltre dalle RSU è scaturita la proposta di un sistema di garanzie e di regole che tuteli Avio e le persone che vi sono impiegate: «Quando è stata venduto il ramo aeronautica di Avio è stato emesso un decreto in cui si applica la golden power. Sono stai cioè messi una serie di paletti da rispettare da parte dell’acquirente, a cominciare dal mantenimento dei livelli occupazionali e del know-how».
Il dibattito si è concluso con l’impegno di parti sociali, lavoratori, istituzioni e politica affinché si possa ottenere un incontro urgente con Finmeccanica, Ministeri dello Sviluppo Economico e della Difesa, Presidenza del Consiglio, al fine di discutere il futuro di una realtà strategica come Avio e dare risposte e garanzie ai lavoratori.

In conclusione Giuseppe Cappucci, Segretario generale CGIL Roma Sud-Pomezia-Castelli, ha invitato tutti ad intervenire rapidamente sulla vicenda Avio, ma ad intervenire in sinergia anche sulla difficile situazione dell’area di Colleferro e Valle del Sacco, colpite da una dura crisi occupazionale, da un impoverimento industriale e dal forte ed annoso inquinamento ambientale.