Metro C, i sindacati occupano per la seconda volta la sala del Carroccio

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I sindacati confederali Cgil, Cisl, Uil di Roma e del Lazio, unitamente alle federazioni di categoria Feneal Uil di Roma, Filca Cisl di Roma, Fillea Cgil di Roma e Lazio, hanno incontrato quest’oggi l’Assessore ai Trasporti di Roma Capitale, Guido Improta, in ordine ai problemi degli investimenti sulle infrastrutture per i trasporti della città.

Nel corso dell’incontro è stata affrontata anche la questione della linea metropolitana C, l’opera infrastrutturale della mobilità più importante della Capitale, per la quale il Consorzio Metro C ( Astaldi, Caltagirone, CMB, CCC e Ansaldo) ha attualmente già incassato circa il 92% dell’importo dell’appalto (3,5 miliardi) ma che, nonostante tutti gli accordi sottoscritti e gli affidamenti raggiunti, non ha ancora provveduto a saldare le retribuzioni degli operai, ferme dal mese di agosto.

Nonostante le ampie rassicurazioni fornite dall’Assessore Improta circa l’intero iter di competenza del Dipartimento Trasporti in relazione all’ordine di pagamento, che è ora alla Ragioneria del Comune, i sindacati sono tornati ad occupare nuovamente la sala del Carroccio del Campidoglio.

Considerata l’alta tensione sociale che si sta vivendo nei cantieri, ed a fronte dei quattro mesi di ritardo sulle retribuzioni, le tre sigle confederali e di categoria ritengono infatti indispensabile e doveroso che la Ragioneria e l’amministrazione intera di Roma Capitale si impegnino a fornire una data certa e definitiva – non rinviabile né suscettibile di ulteriori procrastinamenti – per i pagamenti verso il Consorzio Metro C che possano mettere la parola fine ai ricatti perpetrati ai danni dei lavoratori e dei loro legittimi diritti, sbloccandone in via definitiva le retribuzioni.

I sindacati continueranno ad occupare la sala del Carroccio sino a quando non avranno ottenuto date certe dalla Ragioneria: è infatti del tutto evidente che ad oggi gli operai siano gli unici soggetti che stanno pagando a carissimo prezzo questi ritardi, vittime di una pagina di questa città da riscrivere e da non dimenticare.