Vigili urbani: per Natale solo una tregua armata da Cgil, Cisl e Uil

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Vigili urbani, arriva un Natale di tensioni striscianti. Mentre alcuni sindacati restano sul piede di guerra e promettono ancora per tutte le feste azioni simboliche fino allo sciopero del 29 gennaio, la “triplice” Cgil Cisl e Uil vive una fase più “moderata”, dopo aver dichiarato di condividere il verbale di intesa con il quale il sindaco riconosce una serie di “mancanze” avute finora e si impegna a un nuovo dialogo con il Corpo. Perciò le agitazioni e le proteste sono «sospese ma non revocate», come ha spiegato lo stesso Marco D’Emilia della Cgil.

«Il sindaco deve rispettare gli impegni che ha preso» sottolinea «e lunedì mattina avremo un altro incontro per definire la situazione della notte di Capodanno». Sì perché se sull’organizzazione generale la “triplice” sta aspettando che passino le feste, sull’impegno dei vigili per l’ultimo dell’anno tutto è ancora da definire, e con precisione. «Il Comune di Roma ha annunciato un fitto programma di iniziative per la fine dell’anno. Alla polizia di Roma Capitale verrà chiesto un impegno per 7-800 persone di notte che significa 5-600 unità in più del normale: per poterci essere il comune dovrà pagare adeguatamente chi lavorerà».

Passato il Natale però il focus tornerà sui problemi più generali discussi nella riunione fiume del 17 dicembre: l‘organizzazione del lavoro, i pagamenti arretrati, lo sblocco del concorso e tutti gli altri punti su cui il sindaco Marino si è impegnato a lavorare, anche in vista della preparazione di un bilancio di previsione 2014 ancora una volta molto difficile da far quadrare. Anche Cgil, Cisl e Uil vogliono essere tenuti nella giusta considerazione dal sindaco Marino e dal comandante dei vigili Raffaele Clemente che incontreranno lunedì e in questo senso hanno sgombrato il campo dalle ambiguità: «Basta alla gestione emergenziale del corpo – conclude D’Emilia – noi vogliamo garantire i servizi ai cittadini purché questi derivino da un preciso accordo con il Comune. Se così non sarà ripartiremo con le proteste più forti di prima».

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