Comune, la polizia municipale scende in piazza dopo 25 anni

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Si raduneranno a Roma mercoledì a piazza Bocca della Verità alle 9 di mattina i viabilisti iscritti al sindacato autonomo Ospol. Da lì daranno il via a un corteo che partirà alle 10 e raggiungerà piazza del Campidoglio, dove i manifestanti, con un sit-in, chiederanno al sindaco, Ignazio Marino, un incontro con una delegazione per ottenere delle risposte sui 18 punti rivendicati dal sindacato.

Queste le principali tematiche contenute nei 18 punti: la sicurezza degli agenti del Corpo, in particolare per quelli che operano sul territorio considerati «i più a rischio per le malattie cardiovascolari e respiratorie»; l’equiparazione degli agenti del Corpo con le altre forze dell’ordine con la dotazione degli strumenti adatti alle situazioni ad alto rischio (sgombero campi rom o manifestazioni); copertura assicurativa per la pistola di ordinanza anche per gli orari extra-lavorativi e l’incremento dell’organico di oltre 2mila unità. «Uno sciopero annunciato – afferma il segretario dell”Ospol, Stefano Lulli – per cui avevamo dato tempo all”amministrazione fino al 20 gennaio per avviare un dialogo ed evitare i disagi alla cittadinanza.

Dal momento che a noi non è arrivato nessun segnale, andremo avanti per la nostra strada e la Polizia di Roma Capitale scenderà in piazza dopo 25 anni. Questo sindaco – prosegue Lulli- ha denigrato il Corpo e la sua onorabilità. Dalla nomina dell’esterno Clemente alla grottesca questione sulle segnalazioni dei divieti sui social network che ha creato solo ulteriore confusione». «Siamo stanchi di non godere di nessuna tutela e di non avere gli stessi diritti delle altre forze di polizia» è invece il commento del presidente, Luigi Marucci – «La nostra incolumità è messa quotidianamente a rischio.

Esiste anche una legge regionale, la numero 1 del 2005, che regola le ”norme in materia di Polizia Locale” e quindi anche sulla sicurezza, che non è mai stata applicata. Per questa ragione abbiamo diffidato il presidente Nicola Zingaretti per tale mancata applicazione. Se con questa mobilitazione non otterremo risultati- conclude Marucci- faremo una petizione al Parlamento europeo per mettere in mora non solo Comune e Regione, ma anche il Governo nazionale».

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