Atac, sui 323 in mobilità la Cgil chiede chiarezza a Comune di Roma

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Sugli esuberi in Atac la Cgil, ci va particolarmente cauta. Lo stesso  Marco Capparelli, segretario regionale Filt Cgil, nei scorsi giorni ha fatto notare che le lettere recapitate alle organizzazioni sindacali parlano di mobilità per 323 dipendenti di Atac spa, Atac Patrimonio e OGR (Officine Grandi Revisioni) parlano solo di esuberi e non di altro. Il confronto fra sindacati e azienda formalmente non è ancora iniziato, ma Capparelli è già convinto che i vertici di Atac abbiano fatto una fuga in avanti, anche perché se serviva davvero maggiore operatività per i controlli sui bus si poteva da subito utilizzare già lo strumento del contratto nazionale, che prevedeva l’uso ‘promiscuo’ delle figure professionali.

LE PAROLE DELL’ASSESSORE IMPROTA – Certo, sono rassicuranti le affermazioni dell’assessore Guido Improta quando la settimana scorsa affermava che nessuno verrà licenziato, ma la Cgil vuole adesso capire cosa esattamente si intenda fare con questi amministrativi che l’assessore vorrebbe ai controlli sui mezzi e ai tornelli della metro per contenere l’evasione tariffaria forse oltre il 30%. Dove invece il sindacato fa la voce grossa è sul destino di Roma Metropolitane che per la Filt-Cgil non è una società mista pubblico-privata o tantomeno una società di secondo livello inquadrabile tra le società che si verrebbero chiudere sulla scorta di un elenco filtrato sulla stampa. Come noto è al 100% di proprietà del Comune di Roma Capitale per conto del quale svolge la funzione di “Aggiudicatore ed Alta Sorveglianza per la Linea C”, “Stazione Appaltante e Direzione Lavori per la Linea B1” e di progettazione degli altri interventi di ammodernamento delle linee esistenti.

IL FUTURO DI ROMA METROPOLITANE – Pertanto le voci di chiusura o di fusione con altra controllata per la Cgil non avrebbero nulla a che fare con la ‘Spending review’ o con il piano di contenimento dei costi previsto dal  ‘Decreto Salva Roma’. Anzi, si scrive in un comunicato «tali interventi rientrano o in una precisa strategia dell’Amministrazione per dequalificare Roma Metropolitane e prevederne la sua ‘brutale’ cancellazione, non tenendo assolutamente conto del patrimonio tecnico e professionale che si andrebbe a disperdere». Lo stesso comunicato osserva che la società ha già avviato il  contenimento dei costi con il blocco degli straordinari dal 2011, quello delle assunzioni, la riduzione del personale e la mobilità interna.

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