Alitalia Maintenance Systems, un’eccellenza italiana fatta a pezzi

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Nulla di fatto dopo il tavolo che si è tenuto ieri al MISE tra governo, Iag, curatela fallimentare, Regione Lazio e rappresentanze sindacali, per affrontare la delicata questione di Alitalia Maintenance Systems. La proprietà si è fatta rappresentare da una delegazione di Roma che ha esordito dicendo: “Abbiamo funzioni limitate, la nostra possibilità di trattativa è ridotta al minimo”. A niente, si è scoperto subito con grande apprensione dei sindacati: “Non vediamo la fine di questa terribile vicenda, la nostra mancanza di fiducia nella Iag è stata confermata un’altra volta dal loro comportamento di oggi. Mancano proprio i requisiti essenziali per un ragionamento anche di base” ha detto Fabio Ceccalupo del dipartimento territoriale dell’Ugl trasporto aereo, che ha continuato: “Abbiamo chiesto una possibilità concreta di ricollocazione per gli oltre 200 dipendenti che ad aprile finiranno ogni ammortizzatore sociale”. Si tratta di personale altamente specializzato che per anni ha operato in quella che era una vera e propria eccellenza italiana occupandosi di manutenzione e riparazione di motori per aeromobili, fallita ormai il 30 settembre del 2015. Ams era nata nel 2003 da una costola della vecchia Alitalia Lai insieme a una joint venture con Lufthansa Tecnick. Nel 2005 era entrata in Alitalia servizi, poi nel 2008 Alitalia servizi era fallita e Ams sopravvissuta grazie all’ingresso di Lufthansa che però poi si era defilata determinando il triste epilogo della società. Alla Regione Lazio il tema è molto sentito, il governatore Nicola Zingaretti e l’assessore Valente sono impegnati in prima persona ormai da mesi. Addirittura da anni Michele Baldi, Capogruppo della Lista Civica Nicola Zingaretti: “Io sarò accanto ai lavoratori anche nei loro sit-in. Così come in quella fredda e lontana serata sotto Palazzo Chigi di molti anni fa, quando interessi inconfessabili hanno aperto una ferita ogni giorno sempre più insanabile” – si legge in un comunicato – “Dobbiamo trovare una soluzione concreta per loro e per le loro famiglie, un’alternativa occupazionale dignitosa che li salvaguardi come professionisti e come persone. Questa crisi ha effetti devastanti su di loro ma anche sull’economia del nostro territorio. Come Regione Lazio dobbiamo continuare a fare tutto quello che possiamo, anche aprendo un tavolo di lavoro con il Comune di Roma e di Fiumicino”. L’unica notizia emersa ieri al Mise è stato un ulteriore rinvio: è convocato un nuovo incontro per la prossima settimana a cui si spera che finalmente la proprietà partecipi.

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