Malagrotta, Cerroni: «E’ contro la legge vietare la Fos in discarica»

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Malagrotta chiude ma restano aperte le polemiche. In particolare il confronto resta molto vivo tra il patron della discarica, Manlio Cerroni, da una parte, e il commissario all”emergenza rifiuti, Gofferdo Sottile, e gli enti locali dall”altra. Oggetto del contendere, il diniego alla richiesta di Cerroni di continuare a conferire a Malagrotta la fos proveniente dai suoi due tmb per consentire il riempimento, anche dopo la scadenza dell”ultima proroga della discarica, delle concavita” presenti e costringendo cosi” il privato a dovere portare altrove gli scarti e la fos prodotti dai suoi impianti di trattamento.In una lettera inviata a Sottile, al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, al sindaco di Roma, Ignazio Marino, al commissario della Provincia di Roma, Umberto Postiglione, ai rispettivi assessori regionale e comunale ai Rifiuti, Michele Civita ed Estella Marino, e al dg di Ama, Giovanni Fiscon, Cerroni va giu” duro su alcuni aspetti. Come il fatto che, a suo avviso, sarebbe contro la legge impedirgli di continuare a conferire la fos nella discarica (ormai chiusa), che, stando cosi” le cose, non si puo” procedere al capping di Malagrotta e che il maggior costo sostenuto nel portare fuori da quell”impianto la frazione organica stabilizzata e” pari a circa 90 euro a tonnellata.La sua linea parte da questo presupposto: “E” stato dimostrato, sulla scorta di rilevazioni non contestabili (e comunque verificabili in loco) che l”attuale morfologia della discarica non consente di dar corso al capping e di predisporre un valido sistema di raccolta delle acque poiche” e” ivi presente un”area che si presenta depressa rispetto alle quote sommitali dei lotti adiacenti. Ed e” stato anche rilevato che tale ineludibile stato di fatto non e” il frutto di un”autonoma scelta dell”impresa ma il risultato di altrettanti atti amministrativi, preceduti da una verifica delle quote raggiunte”.(Dire)