Sei Nazioni, l\’Italia guarda al 26 febbraio

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L'Italia di Nick Mallett prova a guardare avanti. Dopo il comunque positivo esordio al Flaminio (gara persa con l'Irlanda per soli due punti nel finale) gli azzurri sono crollati in Inghilterra, un 59-13 troppo pesante di cui Mallett si è preso l'intera responsabilità. Certo per l'Italia non era facile confrontarsi con i vice campioni del mondo e per di più in casa loro, ma la debacle resta comunque umiliante nel punteggio.

Il tecnico azzurro ora prova a raccogliere le idee e a dare ai ragazzi nuova linfa vitale in vista del prossimo match di Roma, sabato 26 febbraio contro il Galles (valido per la terza giornata del 6 Nazioni). Il nuovo raduno è previsto per domenica sempre a La Borghesiana. Due novità nella rosa dell'Italia rispetto al gruppo che ha preparato la partita con l'Inghilterra: il pilone destro della Benetton Treviso Lorenzo Cittadini sostituisce il pari ruolo e compagno di club Ignacio Rouyet, mentre il tallonatore del Racing Metro-Paris Carlo Festuccia prende il posto di Fabio Ongaro. Ko anche l'Italdonne di Andrea Di Giandomenico, battuta 69-5 ad Esher sempre dall'Inghilterra nella seconda giornata del 6 Nazioni in rosa.

Insomma gare da dimenticare per i colori azzurri, ora la speranza è di preparare al meglio i prossimi impegni, e di giocarli almeno alla pari. Intanto arriva una bella notizia da Maurizio Zaffiri, capitano de L'Aquila Rugby, che ha deciso di donare (come promesso) al museo del rugby di Colleferro uno dei simboli della rinascita aquilana, la maglia dello storico club neroverde, indossata in occasione della prima partita ufficiale dopo il sisma del 6 aprile. Maurizio "Zappo" Zaffiri ha scritto una lettera consegnata insieme alla maglia da Carlo Caione, presidente di Forza L'Aquila, a Corrado Mattoccia.

Nella missiva si legge: «La maglia in questione è un po' particolare e ha un grande valore affettivo per me. Al centro c'è il rosone della basilica di Collemaggio, un simbolo dell'Aquila che era, e che tutti noi speriamo continui a essere».