Pari amaro: esonero di Mobili e Astrea infuriata

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Un pareggio che costa la già molto traballante panchina a mister Stefano Mobili. Un Marino senza anima, senza dubbio favorito da un arbitro che ha tenuto in piedi i biancocelesti: della formazione vista in campo domenica contro l’Astrea restano davvero pochi guizzi degni di nota. Di contro l’Astrea ha di che rammaricarsi e non solo perché il rigore del pareggio è stato fin troppo generoso ed è costato l’espulsione a Longobardi. Al Fiore il primo acuto è dell’Astrea: spunto di Simonetta che s’incunea in area e chiama Russo all’intervento falloso che Di Iorio trasforma nel rigore del vantaggio. Il Marino traballa ma reagisce e dopo una conclusione di Capolei su punizione, è lo stesso Russo che imbeccato da Santaniello trova il contrasto in area con Longobardi: l’arbitro concede un rigore molto generoso decretando anche l’espulsione del portiere. Dal dischetto realizza Miani che batte Santarpia.

Nella ripresa doppio guizzo del Marino in avvio: dopo pochi secondi Capolei mette al centro ma Santaniello e Miani non riescono a buttarla dentro. All’8’ Kalambay schiaccia di testa su corner ma un difensore salva proprio sulla linea. Qui finisce il Marino e l’Astrea può amministrare lanciandosi in contropiede: al 26’ Paolacci affonda platealmente Di Iorio in area ma l’arbitro lascia incredibilmente correre. «Ci manca sempre qualcosa – lamenta mister Fazzini -, l’Astrea di oggi ha diversi punti in meno di quanti ne avrebbe meritati. La gara è stata condizionata da un’espulsione ingiusta: alla vigilia il pareggio mi sarebbe stato anche bene, dopo questa partita no». In attesa che il Marino annunci il nuovo tecnico (squadra per ora affidata a Rinaldi, ndr), mister Mobili preferisce non commentare limitandosi a dire che «Sono dispiaciuto per come si sono messe le cose». A pagare è il tecnico, ma i “mandanti” potrebbero trovarsi anche all’interno dello spogliatoio.

 Marco Caroni