Calcioscommesse, 17 arresti. Doni tenta la fuga

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Dalle prime luci dell'alba, investigatori delle squadre mobili di Cremona, Brescia, Bologna, e del Servizio Centrale Operativo, stanno eseguendo 17 provvedimenti restrittivi nei confronti di appartenenti ad una organizzazione transnazionale dedita alla combine di partite di calcio attiva in Italia e in diversi altri Paesi. Tutti gli indagati devono rispondere di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva.

Tra gli arrestati anche il capitano dell'Atalanta, Cristiano Doni, già sospeso dall'attività agonistica per tre anni da parte della giustizia sportiva. Il giocatore, questa mattina, dopo aver aperto la porta agli agenti, avrebbe improvvisamente tentato la fuga, cercando di raggiungere il garage, ma senza fortuna in quanto prontamente bloccato dai poliziotti. Insieme a Doni sono indagati anche Antonio Benfenati (gestore di uno stabilimento balneare a Cervia) e Nicola Santoni, ex preparatore atletico del Ravenna Calcio, coinvolti nella ''combine'' di due partite dell'Atalanta del campionato di calcio di serie B della scorsa stagione.

L'operazione di oggi costituisce la seconda tranche dell'inchiesta, sempre condotta dalla Procura della Repubblica di Cremona, conclusasi, lo scorso giugno, con la cattura di 16 altri indagati, tra i quali l'ex calciatore ''Beppe'' Signori e gli altri giocatori di calcio Marco Paoloni, del Benevento, Vincenzo Sommese e Marco Micolucci, dell'Ascoli. Tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi giocatori ed ex-giocatori italiani, risultati essere coinvolti nel fenomeno del calcio-scommesse, tra i quali Carlo Gervasoni del Piacenza, (allo stato sospeso dall'attivita' agonistica), Filippo Carobbio (calciatore dello Spezia), Alessandro Zamperini (ex calciatore di Serie B e Lega Pro) e Luigi Sartor (ex noto calciatore di Parma, Vicenza, Inter e Roma).