Coni: sì a sospensione per Lotito e Preziosi

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Disco verde del Consiglio Nazionale del Coni al cosiddetto ''codice etico'' che determina la sospensione dalle cariche federali di quei dirigenti condannati anche se solo in primo grado come, ad esempio, il presidente della Lazio Claudio Lotito e quello del Genoa Enrico Preziosi. Nel comunicato del Coni si legge infatti che e' stata approvata ''una delibera di integrazione del Codice di Comportamento Sportivo, con la quale, in sintonia con i principi contenuti nella Carta Olimpica e nel Codice Etico del CIO – i cui uffici hanno espressamente confermato di condividere la posizione assunta dal CONI – si prevede uno specifico principio a 'tutela dell'onorabilita' degli organismi sportivi': sono automaticamente sospesi in via cautelare i componenti che sono stati condannati, ancorche' con sentenza non definitiva, per i delitti indicati nell'elenco allegato al Codice o che sono stati sottoposti a misure di prevenzione o di sicurezza personale. La sospensione permane sino alla successiva sentenza assolutoria o alla conclusione del procedimento penale o alla scadenza o revoca delle misure di prevenzione o di sicurezza personale''.

Nel sottolineare il ''carattere cautelativo, e non sanzionatorio'', della misura contenuta nel suddetto principio, il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha ribadito ''l'importanza dei valori etici insiti nello sport e dei doveri di lealta', correttezza e probita', cui tutti i tesserati sono costantemente tenuti e, a maggior ragione, i componenti degli organismi del CONI, delle Federazioni, delle Leghe, delle Discipline associate, degli Enti di promozione, delle Associazioni benemerite. Ai dirigenti sportivi, per i fini educativi e formativi insiti nello sport, sono richiesti comportamenti esemplari per una forma di autotutela del sistema''.

Nel corso del Consiglio Nazionale, e' stato, peraltro, sottolineato come la FIGC, in relazione all'incresciosa vicenda delle scommesse, si stia muovendo con grande determinazione, grazie al lavoro del Presidente Abete e della Procura Federale guidata da Palazzi, in fondamentale sinergia con le autorita' della giustizia ordinaria. A tale proposito il Presidente Petrucci, ribadendo l'importanza della collaborazione tra giustizia sportiva e giustizia ordinaria, ha esortato ''chi sa a parlare''.