Futsal Isola-Simald Ardenza: al Paladanubio ci si gioca il campionato

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Che sfida. Futsal Isola-Simald Ardenza non è mai una partita come le altre. Campionato o coppa, il risultato è sempre quello: gioco, spettacolo e futsal di altissimo livello. Al PalaDanubio sabato (fischio d’inizio alle 15) ci si gioca il campionato. L’Isola vuole fuggire, dare uno scossone al campionato, chiudere il discorso playoff e concentrarsi solo sull’Artena che non molla di un millimetro. La Simald riaccorciare la classifica lunga, ricompattare il serpentone delle inseguitrici e rifarsi sotto. “Una sfida bellissima” ammette Joao Verrone.

VERRONE IL CARIOCA GOLEADOR – S’è trasformato in un goleador. La cura Lattanzi ha modificato il suo Dna. Quando le partite si mettono male, spesso lo zampone che conta ce lo mette lui. Togliere le castagne dal fuoco è diventato un mestiere. Lui ci scherza: “Bomber? Ne conosco solo uno e si chiama Andrea Colaceci, vede la porta come pochi. Senza dimenticare Montenero che sta facendo una stagione fantastica. Io? Sono felice, non lo nascondo, fare tanti gol non me l’aspettavo, ma non ci penso molto. L’obiettivo è uno, stare lassù e finire il campionato in cima alla classifica. Allora sì che me li godrò i miei gol. Fino ad allora però guai a rimuginarci troppo sopra”. Il gioco a trazione anteriore di Lattanzi l’ha trasformato: “Siamo una squadra molto tecnica, veloce, che fa girare la palla come pochi. È naturale che io ne benefici”. È quello dei gol importati: Tecchiena, Cynthia, Civitavecchia, Casal Torraccia, Lazio Calcetto. Delle partite che contano, vedi Simald Ardenza. C’ha pensato lui a incorniciare un match che promette spettacolo: “È la squadra che fino a oggi ci ha messo più in difficoltà. Sono attrezzati, bravi tecnicamente e individualmente. Sono molto forti”. Il piatto è in perfetta parità, una vinta e una persa. “In coppa sappiamo tutti com’è andata. Dopo un gran primo tempo non abbiamo chiuso la partita e come spesso capita quando sbagli tanto vieni punito. Hanno saputo sfruttare le occasioni, si sono meritati la finale”. In campionato fu tutta un’altra storia: “Al PalaMuncipio abbiamo dimostrato la nostra personalità, non era facile vincere a casa loro. Abbiamo fatto uscire le nostre caratteristiche: personalità, tigna ed esperienza”. Fu uno dei protagonisti insieme a Robinson, quando si trovò insieme al venezuelano a dover tenere a bada una Simald che dopo la doppia espulsione di De Filippis e Guerra s’era riversata nell’area Orange: “In quel momento c’era da stringere i denti e l’abbiamo fatto”. Sarà una sfida da prendere con le molle: “È una partita chiave per tutti. Loro verranno al PalaDAnubio per rubare punti e tentare di accorciare una classifica che così com’è non permette i play off. Faranno una partita da dentro o fuori. Noi però abbiamo grandi motivazioni. Ci giochiamo un campionato. L’Artena è lì. È una sfida da sei punti. La Simald è una grandissima squadra”.

FIORITO E MARTINELLI: CHE SABATO – Neanche il tempo di capire e Damiano Fiorito s’è ritrovato sotto gli spalti, a esultare. Prima apparizione con l’Isola dei grandi, primo gol per il baby fenomeno della juniores. Tutto in una manciata di minuti. “È stata una bella esperienza – ammette -. Sia mister Lattanzi che capitan Imperato mi avevano detto di stare pronto. Poi la chiamata, riscaldati. Sono entrato in campo con un po’ di emozione, ma è svanito tutto molto in fretta. Mi sono buttato dentro la mischia ed è andata bene”. È andata bene: un gol, un assist. Di più non si poteva chiedere. “Contro il Cynthia era ormai finita, la partita era in banca, ma esordire e fare un gol è sempre fantastico”. Una settimana da incorniciare, coronata dalla prima convocazione nella rappresentativa regionale insieme al bomber Nicoletti, a Paradiso e Silvi: “Fino a qualche mese fa giocavo a calcio, è un’esperienza totalmente nuova. Sta andando bene, speriamo continui sempre così”. Sabato targato baby Isola. “Sono contento per Martinelli. Ha esordito anche lui, è andato vicino al gol. Ha giocato bene dietro”. “È stato emozionante, i primi due minuti sono stati difficili. Poi ho acquisito sicurezza e non c’ho più pensato” ammette Martinelli. Ha sfiorato il gol, poteva tirare o passare la palla a Veronesi. Non c’ha pensato su e ha scaricato. “Va bene così, l’importante era dare una mano. Anche se eravamo ormai sul 10-1 bisogna pensare alla squadra”. Dal calcio al futsal, mica facile per uno dipinto come una promessa: “Abbandonare il calcio è stata dura. Non ero sicuro. Ora invece non potrei farne a meno. L’obiettivo? Migliorare sempre di più. E poi siamo in ballo per quattro obiettivi, campionato e coppa juniores, campionato e coppa under 21. Vogliamo vincere, ma il gruppo è quello. Giocare ogni venerdì e domenica e il sabato andare in panchina con la prima squadra non è facile. Ma noi ci mettiamo tutto quello che abbiamo. L’esordio in C1? Lo dedico a mio padre che mi segue ovunque”.