Calcio, Ljajic: mai insultato la famiglia di Rossi. Chiedo a Sky di mostrare il filmato

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Comincia a emergere un’altra verità, diversa da quella raccontata in conferenza stampa da Delio Rossi, riguardo la rissa scoppiata in panchina tra l’ex tecnico viola e il calciatore Adem Ljajic. Il primo a tirarla fuori è stato ieri il centrocampista della Fiorentina Valon Behrami. «Sulla vicenda-Ljajic – aveva commentato il calciatore – Delio Rossi non ha detto tutta la verita». «Durante la gara con il Novara, – ha proseguito – sotto di due reti, eravamo tutti frastornati, forse anche lo stesso Rossi che dopo il gesto di Ljajic al cambio ha reagito come non doveva fare. Però anche dagli errori più grandi si può uscire da grandi persone, invece lui non l'ha fatto, dispiace che il giorno dopo abbia detto cose non vere: Ljajic ci ha giurato di non aver detto quelle offese, molti di noi erano lì, chi ha sentito ha ribadito la stessa cosa».

Questa mattina anche il diretto interessato, Adem Ljajic, ha detto la sua in un'intervista a Violachannel, il sito ufficiale della Fiorentina: «Prima di tutto devo chiedere scusa alla società, ai compagni e ai tifosi, a Delio Rossi non ho detto nulla di brutto». Il ventenne attaccante serbo è stato sospeso dalla società viola per la rissa con Delio Rossi. Una vicenda costata il licenziamento al tecnico romagnolo. «Il mio gesto non è stato bello, ero arrabbiato perchè la squadra perdeva, ma poi è successa una cosa brutta. Io ho detto al mister “Sei un grande, bravo così”, non mi aspettavo quanto poi accaduto. Lui mi ha detto parole brutte, tutti hanno visto, è stata una situazione difficile». Ljajic ha smentito di aver insultato Rossi e la sua famiglia: «Le mie frasi in serbo? Lui mi ha detto “stronzo”, “ti voglio ammazzare”, allora io ho replicato in serbo dopo le botte, ma senza dire nulla di brutto». Durante l'intervallo, nello spogliatoio, il clima è rimasto incandescente: «Il mister ha buttato via la lavagnetta ed è venuto subito da me, mi ha detto delle cose e io a lui». Il caso è finito sui media di tutto il mondo: «È stato difficile per me ma soprattutto per la mia famiglia che hanno visto quei video, quelle foto. Hanno visto tutti in Serbia, i miei nonni, babbo, mamma, i miei fratelli. Ora mi sono un po’ calmato, i compagni mi sono stati vicino e questo è stato importante – ha detto il giocatore – mi dispiace essere stato sospeso dagli allenamenti, la società si è arrabbiata. Ma io non mai avuto problemi con gli allenatori, questo è il primo, ora però non vorrei più parlarne». Ljajic vuole guardare avanti e tornare a giocare possibilmente con la Fiorentina con cui ha un contratto fino al 2014: «Il mio futuro è a Firenze, qui ho comprato anche casa, dopo le vacanze vengo per il ritiro poi vedremo cosa succederà».

In un'intervista al Corriere della Sera ha quindi ribadito: «Non ho mai insultato la famiglia di Rossi, hanno messo in giro che abbia offeso la madre morta, che abbia parlato di un figlio handicappato invece non è vero. Chiedo a Sky di mostrare il filmato, leggete pure il mio labiale, sono pronto a qualsiasi prova tv. Se si vede che dico cose simili sono pronto a lasciare il calcio. È solo dopo che Rossi ha cercato più volte di colpirmi mentre mi diceva “sei uno stronzo, ti ammazzo” che gli ho risposto in serbo e di sicuro non erano complimenti. Per fortuna lui non mi colpito in pieno e io non ho reagito all'attacco e di questo sono orgoglioso».