Stefano Eranio: «Thiago Silva? Una rinuncia pesante»

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Galliani ha ammesso che su Thiago Silva è in atto un assedio da parte dei club più ricchi d’Europa. L’amministratore delegato rossonero, tuttavia, prova anche a rassicurare i tifosi dichiarando che il Milan farà il possibile e l’impossibile per tenerlo. Di questo e di mercato, più in generale, ne parliamo con Stefano Eranio, ex centrocampista della Nazionale, tre volte campione d’Italia con la maglia rossonera e vincitore di una Champions League, nel 1994, sempre nelle fila del Milan. 
 
«Quella di Thiago Silva sarebbe una rinuncia davvero pesante per il Milan. Una squadra forte, che punta a vincere su più fronti, si costruisce attorno alla sua difesa e Thiago, in quest’ottica è assolutamente fondamentale. È un campione, in grado di “fare reparto” da solo». 
 
Quindi, dato che l’altro candidato eccellente per un’ eventuale cessione è Ibrahimović, dovendo scegliere, a quale dei due rinunceresti? «A Ibra, non c’è dubbio. Per come è strutturato il Milan, che davanti ha anche altre opzioni, sarebbe più semplice rimpiazzarlo». 
 
Come, ad esempio? «Nell’ipotesi in cui lo svedese cambiasse maglia, punterei su Tévez, un campione che a me piace molto e che avrei preso già lo scorso inverno». 
 
Più che su Balotelli? «Direi di sì, anche se Balotelli può avere dalla sua il fattore anagrafico. Comunque le variabili sono complesse e andrebbero verificate nel corso di una trattativa, anche di “scambio”». 
 
A parte i calibri da novanta, cosa altro serve al Milan per essere competitivo? «Servono nuove risorse a centrocampo e sulle fasce laterali. Lì, la squadra ha bisogno di giocatori che diano fluidità e qualità alla manovra, soprattutto dopo il recente addio di alcuni campioni che in quei reparti sono stati a lungo punto di riferimento». 
 
Chi ci può essere all’orizzonte? «Non è semplice trovare oggi giocatori già affermati in quei ruoli e non è neppure facile trovare club, che hanno in rosa campioni con quelle caratteristiche e che, a loro volta, ambiscono a vincere, disposti a farseli scappare. Poi, bisogna valutare anche l’investimento che il Milan è disposto a mettere in campo e se si punta, come già in passato, ad acquisire calciatori a parametro zero». 
 
In tutto ciò, merita un capitolo a parte Pato… «Per il brasiliano bisognerebbe innanzitutto capire bene la causa di tanti infortuni che provocano lunghe assenze, anche perché un campione, per essere tale, deve inevitabilmente avere continuità di rendimento. Io, comunque, sul recupero di Pato, resto ottimista. È una situazione delicata, che va gestita bene, tutelando anche il giocatore che, quanto a qualità, non si discute».