Calcio, Platini: ci salveranno le donne

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“Primo, vietare il retropassaggio volontario, antisportivo al portiere: fatto. Secondo, far sì che dopo il fischio dell'arbitro il giocatore falloso si allontani comunque e sempre dal pallone, senza calciarlo lontano o metterci il piede sopra, pena l'ammonizione: quasi fatto. Terzo, cartellino giallo per ogni giocatore che parla con l'arbitro, capitano escluso: spero che sia fatto presto”. Michel Platini, 57 anni, presidente Uefa, in una intervista esclusiva a Famiglia Cristiana di questa settimana elenca tre modifiche regolamentari per rendere “più vive e interessanti” le partite di calcio.

E parla, come si dice, “a tutto campo”: “C'è chi vuole far morire il calcio di scandali, di truffe, di denaro eccessivo e di debiti. Io predico il fair play finanziario e la lealtà serena, che non si è estinta”. Ad ogni modo, di fronte agli scandali di oggi, conferma che “dall'Uefa segnaliamo ai Governi anomalie, stranezze, tensioni, flussi assurdi di denaro nelle scommesse. Poi tocca alle autorità preposte”. Si dice “ottimista per il futuro a lunga gittata” e per i prossimi Campionati europei in Polonia e in Ucraina, “Paesi dove al calcio si vuol bene, dove ci sarà e arriverà gente che ha la mia fede”. A proposito delle contestazioni politiche verso il governo ucraino afferma: “Lo sport davanti a certi problemi ha il diritto e anche la chance di rimanere sè stesso. Noi produciamo sport, non possiamo sottomettere lo sport a cause che vogliano fargli visita” e nega di aspirare a diventare presidente FIFA: “Mi vedete ingrassato, ma è perchè appaio sempre accanto a giocatori magri. Però il tempo passa”.

Rimane scettico sull'aiuto che la tecnologia può portare al calcio: “Ci vogliono trentacinque telecamere per monitorare bene una partita. E solo il calcio ricchissimo se le potrebbe permettere: per offrire poi noia di giudizi meccanici, o spunti per rivoluzioni popolari se l'arbitro dice no e la macchina dice sì. Al massimo possiamo aumentare, e lo stiamo già facendo con i giudici di porta, gli occhi umani. Niente di più. Il calcio non deve essere snaturato nella sua affascinante irrazionalità che sta in ogni partita, mentre alla fine di un campionato c'è il razionale esito finale”.

Soprattutto, le Roy vede il futuro del calcio nelle donne: “Io vedo in glorioso arrivo la donna nel calcio: non solo la spettatrice, ma l'attrice, la giocatrice. Il calcio femminile secondo me sarà la grande scoperta dei prossimi anni, anzi se a Berlino vanno in 80 mila a vedere una partita fra donne vuol dire che ormai ci siamo. Le donne giocano bene e sono leali, e questo fa spettacolo sano e vero: per tutti quelli dello sport, non per i voyeur. Fra poco i pessimisti sul futuro del calcio saranno presi a pallonate dalle donne”. (asca)