Euro 2012, le pagelle ravvicinate del quarto… tipo

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ANDREA PIRLO VOTO 6,5 – Inizia scivolando e sbagliando passaggi banali, ma lo “smarrimento” dura pochi minuti. Poi sale in cattedra e l'Italia prende nettamente in mano il pallino del gioco. La punizione con cui porta in vantaggio gli azzurri sembra essere disegnata con un goniometro. Al portiere croato, in zona Garbatella, suggerirebbero: “Tirace i guanti!”. Modric lo osserva talmente bene nel primo tempo che nella ripresa cerca di imitarlo. Quando cala lui, l'Italia si spegne. Assieme a Marchisio (voto 6,5) il migliore degli azzurri. PROFESSORE.

CHIELLINI VOTO 5  – Gioca una gara ordinata e senza sbavature fino all'elementare errore che porta al gol di Mandzukic. Ma come ha “attaccato” quel comodo pallone? DISTRAZIONE FATALE.

BALOTELLI E CASSANO VOTO 5,5 – Danno sempre la sensazione di avere nel cilindro il coniglio da tirare fuori. Ma gli italiani sono ancora in attesa della loro prima magia. SBIADITI.

ASSISTENTE NUMERO 2 DELL'ARBITRO VOTO 4 – La direzione dell'ottimo Webb, poliziotto di professione (voto 7) è macchiata in maniera pesante da due fuorigioco inesistenti sbandierati prima a Maggio (in gioco di almeno mezzo metro) e poi a Di Natale dal suo assistente, Peter Kirkup. ORBO.

INNO DI THIAGO MOTTA E BONUCCI VOTO 5 – Già vedere un giocatore di nome Thiago Motta giocare con l'Italia suona strano, ma vederlo cantare l'inno è come ascoltare la recita di un bambino alla fine dell'anno scolastico. E vicino a lui c'è un Bonucci talmente stonato da rivalutare le esibizioni canore di Dj Francesco. RIVEDIBILI.

ULTRAS CROATI VOTO 4 – Dopo aver provocato scontri a Poznan in occasione della partita con l'Irlanda, non perdono occasione per dimostrare la loro ottusità fischiando l'inno italiano e lanciando più di qualche fumogeno in mezzo al campo durante la partita. Per la serie “La mamma degli imbecilli è sempre incinta”. Ma restare a casa no? IDIOTI.

COPPIA DI TELECRONISTI RAI VOTO 5 – Se la Rai si è affidata a un radiocronista di professione (Bruno Gentili, giù il cappello alla sua carriera radiofonica) significa che in casa aveva ben poco. La “prima voce” confonde i giocatori azzurri (sui croati non abbiamo controllato a dovere…), la “seconda”, rappresentata dall'ex tecnico del Ghana (nientemeno) Giuseppe Dossena parla sovente di “luce della porta” e addirittura di “straccing”. Dal grigiore si salva il bravo (e giovane!) Alessandro Antinelli, sempre puntuale nei suoi interventi da bordocampo. NOSTALGIA DI CARESSA-BERGOMI.

BUFFONE E LA FRASE FUORIPOSTO VOTO 5 – Prima degli Europei il nostro portierone, rispondendo a una domanda sul calcioscommesse, aveva detto: «A fine stagione e in determinate partite, se qualcuno fa qualche conto è giustificato: in alcuni casi si dice meglio due feriti che un morto». Speriamo che spagnoli e croati non lo abbiamo letto. OCCHIO AL BISCOTTO.

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