Calcio, Seedorf: Milan addio

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Clarence Seedorf ha annunciato ieri in conferenza stampa il suo addio al Milan.

“Lascio dopo 10 anni fantastici, – ha detto il centrocampista rossonero – arrivai qui in un momento delicato della mia carriera dopo averci pensato a lungo e ora farò la stessa cosa. Dovrò valutare tanti aspetti, cercando un progetto che mi convinca: è quanto sto facendo. Sono felicissimo di come ho vissuto la mia esperienza al Milan, sono stati anni intensi, tante stagioni sono passate veloci come per tutte le cose belle della vita. Ringrazio il Presidente, Adriano Galliani, tutto lo staff, la gente di Milanello, tutti i tifosi che spero di salutare in modo dignitoso quando sarà il momento. Ringrazio l'Italia, sono stato qui 13 anni e ho fatto nascere due figli qui: ci sarà sempre un legame speciale, soprattutto con la città di Milano. È stato un percorso molto importante, metà della mia carriera l'ho vissuta a Milan con tanti compagni che mi hanno permesso di essere sempre competitivo. Non è stato premeditato nulla, non avevo deciso nulla sino a qualche giorno fa: la scelta di lasciare il Milan è avvenuta solo da poco, il rapporto è tale che per un rinnovo avremmo comunque trovato un accordo. Oltre al rapporto professionale, ho chiesto anche consigli al Dottor Galliani nella mia vita. La prospettiva è di continuare a mantenere un rapporto professionale in futuro, se ci sarà la possibilità. Ho vissuto più tempo qui al Milan che con la mia famiglia negli ultimi dieci anni. Ora posso continuare la mia carriera altrove, scegliendo tra proposte competitive. Ma non sarà semplice, voglio fare la scelta giusta”.

Insieme a lui c'era Adriano Galliani, che ha voluto celebrare il fuoriclasse olandese: “Clarence ha vinto 4 Champions League e mezza: ha vinto con l'Ajax, con il Real Madrid, dove la stava vincendo anche quando si trasferì all'Inter, due volte con noi. Il Milan ha giocato spesso bene, tutte le volte in cui accadeva Seedorf giocava alla grande. È un calciatore top mondo, ha giocato da mezzala e da trequartista sempre su eccellenti livelli. A Monaco nel 2007 fu decisivo in una partita fondamentale. Penso che ora lui potrà fare tutto, è una persona con molte qualità, farà altrettanto bene l'allenatore o il dirigente quando smetterà di giocare a calcio. Della squadra del 2007 che vinse l'ultima Champions ad Atene rimane solo Ambrosini, ma il Milan deve andare avanti. Ha sempre saputo gestire questi periodi, anche se mai come quest'anno la situazione è complessa: faremo il possibile per gestirla al meglio. Manca ancora un centrocampista, si è fatto male Muntari e l'abbiamo sostituito al volo con Constant”. (asca)