Euro 2012, triplete per la Spagna

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La Spagna centra il triplete, il terzo titolo consecutivo (due continentali e uno mondiale) confermandosi ancora la squadra più forte.

Poker servito a un’Italia troppo stanca fisicamente per competere con una formazione spagnola più fresca, lucida e in grado di fare un pressing asfissiante, che ha mandato in tilt gli azzurri, apparsi spenti, con poche idee tattiche e pure confuse. E a dare il colpo di grazia alla squadra di Prandelli una serie di infortuni: prima Chiellini, poi Thiago Motta (entrato da poco e costretto a uscire a cambi esauriti), con Balzaretti, Abate e De Rossi zoppicanti.

Non era la serata azzurra, a Kiev il cielo si è colorato di rosso, e tra quelle furie rosse ci sarà probabilmente il prossimo pallone d’oro (ci permettiamo il lusso di consegnarlo in anteprima e virtualmente a Iniesta). Una Spagna che è risorta in finale, dopo una semifinale giocata sottotono contro il Portogallo, mentre nei quarti aveva eliminato la Francia. Un cammino più insidioso per l’Italia, che ha giocato bene contro Inghilterra e Germania, ma ha pagato probabilmente dazio allo sforzo fisico immenso, scivolando proprio sul più bello. I sè, i ma, i cambi forse non azzeccati da Prandelli contano poco. Il mister ha saputo rischiare, scommettere su alcuni giocatori e la sua Italia inutile negarlo ha fatto innamorare anche gli scettici. Ora però il ct guarda al futuro e chiede più spazio per la Nazionale.

Cala il sipario sulla competizione 2012, ma dopo i precedenti Europei e Mondiali per noi deludenti (2008 e 2010), gli azzurri che a sorpresa sono arrivati a giocarsi questa finale devono dopo le “giuste” lacrime essere soddisfatti, perché hanno fatto sognare milioni di tifosi. E anche in tempi di crisi è giusto ricordare che "i sogni non sono un lusso di pochi, ma la speranza quotidiana di molti". Grazie azzurri!

gds