Riccardo De Luca: a Londra per centrare un altro record

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La speranza è quella di portare a casa una medaglia che manca all’Italia dal 1992, l’ambizione è dare il meglio al primo appuntamento in una competizione importante e in cui si rappresenta una nazione intera. Queste le premesse dell’imminente avventura alle Olimpiadi di Riccardo De Luca, neo campione europeo di pentathlon moderno e unico italiano nella storia ad essersi aggiudicato il titolo continentale. Il ventiseienne romano, 14esimo al mondo nella sua disciplina, pare essere già pronto per il suo battesimo a Londra 2012.

«La vittoria degli Europei di domenica scorsa è stata una vera iniezione di sicurezza e sicuramente ora ho ancora più fiducia in me – dichiara il classe ’86 in forze al CS Carabinieri -, ma i Giochi olimpici sono tosti, per tensione ed emozione in primis. Più che pensare alla medaglia sarò concentrato sul dare il meglio di me stesso». De Luca rappresenterà i colori azzurri assieme all’amico di una vita Nicola Benedetti, quindicesimo agli ultimi Europei: «Lo conosco da dieci anni e con lui ho un bel rapporto di amicizia, visto che stiamo a contatto molto spesso. Quando si gareggia, però, è diverso e a volte ci scappa anche lo sfottò. A volte litighiamo quando siamo a tavola per chi mangia di più…».

Aver lasciato alle spalle i due ungheresi Kaska e Demeter a Sofia, nell’agguerrita finale europea che gli ha permesso di conquistare l’attesissima medaglia d’oro, è ormai soltanto un ricordo. Il “re del combined”, autore del record mondiale della combinazione tiro a segno-corsa registrato a maggio scorso ai campionati del mondo di Roma,  punta già a ripetere la vincente esperienza della capitale bulgara. «Equitazione e nuoto sono due discipline su cui potrei puntare a Londra – spiega De Luca -, oltre alla mia specialità. In particolare nella seconda posso dare tanto, non sono tra i più forti in gara ma negli ultimi tempi sono cresciuto molto e potrei togliermi delle soddisfazioni».

Di riti portafortuna proprio non se ne parla, alla faccia delle superstizioni: De Luca si definisce a tal proposito “un po’ scaramantico, come tutti gli sportivi”. «Ad esempio – racconta – parlo poco del risultato che potrei conseguire in una gara, senza fantasticare troppo e pensando solo a fare bene. Di veri e classici riti scaramantici, però, non ne ho». D’altronde ciò che conta nello sport, si sa, è quello che si ha nel proprio bagaglio, più che l’affidarsi alla sorte. E Riccardo De Luca, da Mentana, anche in questo è un vero campione. Che ora insegue il sogno olimpico.

Marco Reda