Verso le Olimpiadi, Elisa Santoni e il suo sogno nel cassetto

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Quella di Londra, che per le ragazze della ginnastica ritmica azzurra inizierà tra meno di un mese, sarà la terza Olimpiade consecutiva. Per Elisa Santoni l’appuntamento inglese è di quelli che valgono una carriera, un sogno.

«Quello di questa volta – dice la fortissima ginnasta romana – è il lavoro più difficile, un lavoro di fino: migliorarsi non è mai facile soprattutto se si viene dalla conquista di tre campionati del mondo consecutivi».

Eppure c’è la delusione di Pechino da superare: una pagina da voltare con il pronto ritorno sul podio. La squadra azzurra ha decisamente la possibilità di giocarsela anche per quell’oro che, per la verità, era sfuggito anche otto anni fa ad Atene, quando l’Italia si dovette accontentare del secondo posto e di un argento comunque bellissimo.

Venticinque anni nel prossimo dicembre, la bellissima Elisa Santoni sarà dunque una delle farfalle azzurre che lancerà l’assalto all’oro.

«Siamo state penalizzate in qualche recente uscita – dice – e per questo non vogliamo più commettere sbagli. In questi allenamenti pre-olimpici stiamo facendo di tutto per migliorare giorno dopo giorno».

Il 4 agosto la partenza per Londra: qualche giorno per l’ambientamento e poi finalmente le gare, il 9 e 10. «Scaramanzie? Non direi: è chiaro, ognuna di noi ha qualche piccola mania nel truccarsi, nel mettersi le forcine tra i capelli ma non mi sembra di avere qualche cosa di particolare. Quando entriamo in gara, però, ci guardiamo intensamente negli occhi e ci diamo la carica».

A completare la squadra ci saranno Elisa Blanchi, Romina Laurito, Angelica Savrayuk, Marta Pagnini e Andrea Stefanescu. Con loro l’allenatrice Emanuela Maccaralli e le assistenti Klarita Kodra, Valentina Rovetta, Francecsa Pasinetti.

Elisa ha una grande voglia di tornare nella sua Roma. «Sono molto attaccata a Roma – dice -, lì ho passato la mia adolescenza e spero di tornarci presto. Prima, però, voglio provare a centrare un sogno».

L’Italia se la vedrà con quelle che sono ormai le avversarie di sempre: Russia, Bielorussia e forse anche la Cina. Ma attenzione alle outsider Bulgaria, Spagna e Israele.

La delusione di Pechino, quando le azzurre chiusero con un amarissimo quarto posto sembra ormai lontana anni luce. Da quell’insuccesso, su quale pesò moltissimo il responso dei giudici, l’Italia ha costruito un percorso di successi che proprio a Londra spera di trovare il proprio completamento.

Marco Caroni

(Foto Carlo Di Giusto – per gentile concessione)