Verso le Olimpiadi: Elia Luini, ambizioni londinesi

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«Non vado a Londra per partecipare». Decisamente ambiziosa l’aspettativa di Elia Luini da Varese, trentatreenne rappresentante azzurro per il canottaggio alle imminenti Olimpiadi inglesi.

Quattro ori mondiali e uno europeo, un argento olimpico e quindici titoli nazionali nella sua bacheca, tanta voglia di stupire e togliersi altre soddisfazioni in una competizione tanto importante e prestigiosa quanto delicata, con un solo obiettivo: il primo posto.

«E’ la mia quarta Olimpiade, punto alla finale del 4 agosto e ad andare fino in fondo. Sento bene la barca e gli allenamenti stanno dando frutti. Punto soltanto a recuperare un po’ di forma». L’esordio ai Giochi è previsto per il 29 luglio (batterie) e l’Italia non parte tra le favorite.

«Sarà dura entrare in finale – confessa Luini, il cui ultimo oro risale allo scorso anno (campionati Europei di Bulgaria, finale a Plovdiv) – ci sono otto barche per il podio e la Gran Bretagna è la più quotata per vincere, avendo già sulle spalle due titoli mondiali ed essendo campionessa olimpica in carica. A seguire c’è la Nuova Zelanda, altro team molto forte».

La prima Olimpiade di Luini risale ormai a diversi anni fa, quando l’allora giovane canottiere lombardo vinse a Sidney il due di coppia nella categoria pesi leggeri, con Leonardo Pettinari, in un anno, il 2000, particolarmente positivo per la sua carriera. Ora il presente è il Circolo Canottieri Aniene «in cui milito dal 2005 e grazie al quale sono riuscito a raggiungere i Giochi Olimpici. Ho fatto tanta strada rispetto ai miei timidi inizi nel Gavirate».

«Arrivo a una gara pianificando bene cosa devo fare ed attenendomi al programma – dichiara Luini soffermandosi sul suo personale approccio alle competizioni – curo tutto nei minimi dettagli e in questo modo accumulo la giusta tensione da scaricare in acqua. Non ho riti scaramantici, in ogni caso».

Rispetto ad altri sport, calcio su tutti, in Italia il canottaggio parte svantaggiato nella diffusione al pubblico. E, di conseguenza, pare esserci bisogno di una forte sponsorizzazione per dare il giusto peso a una disciplina da non sottovalutare.

Secondo Luini «la soluzione è proporre la disciplina a distanza, p per promuovere il canottaggio spettacolo puntare sulle gare sprint. Inoltre organizzare eventi non soltanto in occasione di grandi manifestazioni sarebbe importante». La testa, però, è già oltremanica. Per bissare il successo australiano di dodici anni fa e rivivere a Londra quelle stesse gioie.

Marco Reda

(Foto www.canottaggio.org)