Verso le Olimpiadi, Romina Laurito: prima avventura a cinque cerchi

0
27

Il sogno? Scontato, quasi banale. Una medaglia olimpica. E per inseguire quello che è un desiderio lungo una vita Romina Laurito è pronta a tutto. Per la ginnasta azzurra di Gallarate sarà un debutto a squadre da sogno: le Olimpiadi restano la competizione più ambita di ogni atleta.

Non solo: perché per l’esordio a cinque cerchi Romina avrà accanto due mostri sacri della ginnastica ritmica azzurra e mondiale come le romane Elisa Blanchi ed Elisa Santoni, due che hanno già preso parte ai Giochi di Atene e di Pechino. E proprio dalla grande delusione del quarto posto cinese la squadra italiana riparte per riscattare un mancato podio che ha lasciato tanto amaro in bocca. Per la Laurito, come detto, sarà la prima gara olimpica a squadre.

«Devo dire – ammette la ginnasta – che il lavoro che abbiamo svolto in questi mesi è stato molto diverso da quello a cui ero stata abituata a compiere per le gare individuali. Sono molto curiosa di verificare il mio rendimento, ma devo dire che sono molto ottimista: la gara con la squadra è una cosa che ho sempre visto da fuori e ora sono contenta di far parte di questa grande avventura. Le differenze rispetto alla prova individuale? Tante, direi, soprattutto nella durata degli esercizi».

Le farfalle azzurre si presentano all’appuntamento olimpico forti dei tre mondiali consecutivi vinti dal 2009 al 2011: un parziale riscatto per quel quarto posto di Pechino, dietro Russia, Cina e Bielorussia che non è andato giù a nessuno. «Abbiamo lavorato tantissimo in questi anni e vogliamo la medaglia pesante».Di stanza a Desio insieme al resto della squadra e all’allenatrice Emanuela Maccarani, l’atleta dell’Aeronautica militare resta comunque attaccata alla sua Gallarate. «Quella – dice – è stata la mia città fino al 2008 e ogni volta che torno ricevo un’accoglienza molto affettuosa. E’ evidente che quella gente, la mia gente, la porto sempre nel cuore».

Poi una battuta sulla “tarda” età alla quale Romina bagnerà la sua prima Olimpiade. «Debuttare ai Giochi a 25 anni è un mezzo miracolo. Scaramanzie particolari? Nulla, direi, è già tanto avere l’onore di esserci. Non rinuncio però al piacere di quel piccolo rito che abbiamo con le mie compagne di squadra quando ci guardiamo fisso negli occhi prima di entrare in scena. Quell’attimo ci dà la forza per affrontare ogni avversaria». Sulla strada dell’oro, metallo doverosamente da inseguire, l’Italia troverà le avversarie di sempre Russia e Bielorussia, ma anche le outsider Bulgaria, Spagna e Israele. «Noi però vogliamo vincere».

Marco Caroni

 

(Foto Carlo Di Giusto – per gentile concessione)