Verso le Olimpiadi, «I Giochi? Qualcosa di fantastico»

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E’ tornata in Nazionale con un solo obiettivo: mettere la propria esperienza al servizio della squadra per conquistare la qualificazione olimpica. Tania Di Mario l’ha centrato prima con la conquista del campionato Europeo e poi con il secondo posto al torneo pre-olimpico disputato a Trieste, che di fatto ha qualificato il Setterosa ai Giochi.

Un palmares di tutto rispetto quello della fuoriclasse romana, che come punta massima ha in bacheca l’oro olimpico ad Atene 2004, dove è stata nominata anche migliore giocatrice del torneo e capocannoniere. Oltre all’alloro a cinque cerchi, ha messo da parte anche un oro mondiale (Fukuoka 2001) e tre Europei, l’ultimo solo pochi mesi fa ad Eindhoven in Olanda. A pochi giorni dall’esordio olimpico (lunedì prossimo contro l’Australia), Tania racconta le sue sensazioni.  

Com’è iniziata la sua avventura nel mondo della pallanuoto? «Ho iniziato a giocare a 14 anni, con la formazione romana della Vis Nova. Sin da piccola ho fatto nuoto, poi ho deciso di dedicarmi solo alla pallanuoto. Dal 1997 sono a Catania con l’Orizzonte».

Lei, insieme ad Elena Gigli, è l’unica giocatrice di questo gruppo ad avere già vinto un’Olimpiade. Che ricordo ha di quei giorni? «Vincere l’oro olimpico è qualcosa di fantastico, una sensazione difficile da descrivere. Ricordo però che ad Atene fu un torneo stressante, anche se abbiamo vinto ce lo siamo goduto veramente poco».

Rispetto a quel gruppo questo come le sembra? «Totalmente diverso. Ad Atene eravamo tutte ragazze adulte, per molte di noi era l’ultima possibilità di conquistare l’oro olimpico. Adesso in squadra ci sono moltissime giovani, alle prime esperienze».

Chi vede come squadra favorita? «Sicuramente gli Stati Uniti, un team fortissimo con grandi doti fisiche. La cosa strana però è che da tre Olimpiadi vengono dati per favoriti, ma alla fine non vincono mai. A parte loro, se debbo indicare delle altre formazioni, dico Australia e Spagna».

Che rapporto ha con l’allenatore Fabio Conti? «Con lui la sintonia è ottima. Fabio è una persona che in allenamento non tralascia nulla e questo per me è un punto fondamentale. Lui comunque ti dà la certezza di avere fatto tutto quello che c’era da fare per poter arrivare al risultato».

Lei ha dei riti scaramantici prima delle gare? «Penso che tutti ne hanno qualcuno. Sono cose che ci fanno sentire più sicure. Generalmente sono dei gesti semplici, forse senza significato, ma continuiamo a farli».

Paolo Pizzi